Sophos Labs ha recentemente stilato la tradizionale e impietosa classifica volta a giudicare i Paesi che producono più Spam al mondo. Stati Uniti e Bulgaria si aggiudicano la medaglia d'oro per il volume complessivo di spam prodotto e per la quantità pro-capite. L'Italia, decima nel volume complessivo, si aggiudica una poco lusinghiera medaglia di legno.

Molto spesso però lo spam è causato da Pc infetti o da veri e propri "attacchi" dei quali l'utente è all'oscuro. Approfittando dello spam, i cybercriminali possono rubare username, password e dati sensibili archiviati sui computer delle vittime, portare l'utente a cliccare su link volti ad incrementare i profitti di campagne pay per click, utilizzare in modo improprio i profili social, scaricare malware o attaccare altri siti web.

Se il dato relativo alla produzione di spam dei primi dieci paesi registra una sensibile diminuzione rispetto alle rilevazioni precedenti, quello relativo al nostro Paese è in crescita e ci colloca nella top ten. A livello mondiale invece la Bielorussia ha ceduto il primo posto dello spam pro-capite alla Bulgaria mentre la Svizzera, che finora sembrava ai margini dell'allarme spam, compie un significativo balzo in avanti in questa poco onorevole classifica e si piazza al terzo posto. Male anche i cugini d'oltralpe: la Francia entra per la prima volta in classifica occupando il quinto posto dello spam pro-capite.

Spostandoci al di là dell'oceano gli Stati Uniti, che occupano inevitabilmente il primo posto nella classifica per volume a causa dell'elevata popolazione, non erano mai apparsi nel ranking, mentre in questo trimestre fanno il loro ingresso al dodicesimo posto.