Apple segna un goal contro Qualcomm all’interno di una disputa legale di cui non si vede più la fine. Il giudice Gonzalo Curiel del distretto meridionale della California ha stabilito che il chip maker paghi un miliardo di dollari di arretrati alla Mela: secondo la corte, un accordo di business siglato anni fa dalle due società prevedeva una serie di sconti garantiti da Qualcomm ad Apple. Il produttore di silicio di San Diego, quindi, non potrebbe esimersi dai pagamenti. La decisione arrivata in queste ore dalla California non riguarda però in alcun modo le altre cause pendenti fra i due colossi sui brevetti, compresa quella che si è aperta a inizio marzo. Invece, ha a che fare con un altro procedimento avviato due anni fa: secondo la Mela, Qualcomm si è finora rifiutata di adempiere agli obblighi sulla scontistica previsti nel contratto.

Alcuni dettagli sull’accordo sono stati descritti da Reuters: i terzisti che producono i componenti degli iPhone e che assemblano i cellulari di Apple pagavano generalmente a Qualcomm “miliardi di dollari all’anno per utilizzare le sue tecnologie brevettate”. In un secondo momento, il colosso di Cupertino rimborsava poi direttamente i propri partner. Fra la Mela e il chip maker esisteva però una collaborazione commerciale secondo cui Qualcomm avrebbe sostenuto in parte i costi di Apple, a patto che quest’ultima non intraprendesse alcuna azione legale né si rivolgesse al regolatorio.

Cosa che, almeno secondo il chip maker, Cupertino avrebbe fatto, “spingendo anche altri produttori di smartphone a depositare reclami alle authority” di vari Paesi e “dichiarando il falso” dinanzi alla Korean Fair Trade Commission che stava indagando sulle presunte pratiche anticoncorrenziali di Qualcomm.

È comunque difficile che l’azienda di San Diego stacchi un assegno per Apple, anche perché la sentenza è sospesa fino a quando la corte non si pronuncerà sulla questione dei brevetti. Inoltre, come spiegato da Don Rosenberg, executive vice president e general counsel di Qualcomm, i terzisti della Mela hanno già trattenuto il miliardo di dollari che avrebbero dovuto versare nelle casse del produttore di chip.