L’unione fa la forza. Il motto deve essere ampiamente diffuso anche all’interno della comunità hacker, se è vero quanto riportato dalla società di sicurezza Kaspersky Lab. Secondo l’azienda, nel secondo trimestre del 2016 gli attacchi finanziari sono cresciuti del 15,6 per cento rispetto ai tre mesi precedenti proprio perché i creatori di malware si sono alleati. Le soluzioni di Kaspersky hanno infatti bloccato oltre 1,1 milioni di attacchi di malware finanziari, in particolare di Trojan banking. Diffusi soprattutto tramite siti Web compromessi e campagne di spam, questi programmi nocivi tentano di sottrarre agli utenti informazioni personali come i dettagli del conto, del bancomat o le password. Il Paese più colpito da Trojan bancari nel secondo trimestre è stata la Turchia (3,45%), seguita dalla Russia (2,9%) e dal Brasile (2,6%). Secondo Kaspersky le Olimpiadi di Rio attualmente in corso spingeranno probabilmente il Paese verdeoro in cima alla classifica del terzo trimestre.

Due tra i software dannosi più popolari sono stati Gozi e Nymaim, i quali sono riusciti a infettare un numero maggiore di dispositivi proprio grazie al fatto che i loro creatori hanno deciso di unire le forze. Infatti, il Trojan Nymain era stato inizialmente pensato come ransomware, il cui compito era quello di bloccare l’accesso degli utenti a informazioni di valore per poi chiedere un riscatto. La versione più recente include invece funzionalità di Trojan banking prese dal codice sorgente Gozi. Questa nuova funzionalità consente agli hacker di accedere da remoto al computer delle vittime.

Gozi si è così affermato al secondo posto con il 3,8 per cento di utenti il cui software di sicurezza ha rilevato un malware finanziario, mentre Nymaim è al sesto posto con l’1,9 per cento. La classifica dei malware finanziari continua però a essere capitanata da Zbot, con il 15,17 per cento di coloro che sono stati colpiti da programmi nocivi attraverso il download involontario di questo Trojan. Secondo il report trimestrale di Kaspersky, l’81 per cento dei software dannosi arriva da soli dieci Paesi del mondo, tra cui Stati Uniti (35,4%), Russia (10,3%) e Germania (8,9%).

 

Fonte: Kaspersky Lab

 

Ben un utente su cinque ha subito almeno un attacco nel periodo compreso tra aprile e giugno 2016. Ma l’azienda ha sottolineato anche come i Paesi più sicuri per le attività online siano Canada, Romania e Belgio. Di converso, gli Stati in cui è più facile essere infettati navigando sul Web sono Azerbaigian, Russia e Cina.