Ha preso ufficialmente corpo Global Cyber Nation, un'iniziativa voluta dal governo USA che, in collaborazione con altre nazioni e aziende specializzate in sicurezza, punta a definire un sistema di difesa globale dalle minacce che passano dal mondo digitale, coinvolgere tutti i Paesi amici in una difesa del cyberspazio federata a livello internazionale.
A darne notizia è stata Trend Micro, sponsor dell'ICSPA, International Cyber Security Protection Alliance, un gruppo britannico del tutto simile alla Cyber Global Nation, costituitosi lo scorso maggio e descritto dal premier David Cameron come "un network sufficientemente potente ed esteso da poter neutralizzare il cybercrimine".
"Se restiamo tante repubbliche indipendenti corriamo il rischio che le nostre difese somiglino a bunker: isolati, scollegati e inutili contro attacchi come GhostClick, ad esempio. La protezione della cybernazione globale deve somigliare molto di più al modello del cloud computing: interconnesso a ogni livello, trasversale rispetto ai confini degli Stati, privo di perimetri. In questo modo ogni Paese potrà rappresentare una efficace linea di difesa per la tutela dell'intera cybernazione", ha spiegato John Lyons, Ceo dell'ICSPA.
Tra gli obiettivo di questi progetti c'è la difesa delle infrastrutture e l'opposizione alle grandi minacce, ma anche la protezione dei consumatori, che sempre di più usano la rete per spendere il proprio denaro. Anzi, la CiberNazione Globale nasce forse soprattutto per difendere un settore commerciale sempre più rilevante, e i relativi fatturati e introiti.
Bisogna evitare che Internet diventi una versione moderna del far west, con cow-boy e banditi che assalgono le diligenze dove viaggiano ignari consumatori, e li lasciano spoglio di ogni avere. E visto che la criminalità si muove già ignorando i confini nazionali, lo stesso deve fare la "squadra dei buoni".
"Da quando esistono le nazioni, esse hanno sempre formato alleanze per contrastare le minacce lanciate dalle forze ostili presenti all'interno e all'esterno dei loro confini. Questa nuova cybernazione globale riflette la modernità, nella quale la cittadinanza non viene definita dai cannoni e dalle spade bensì dai dati, dalla tecnologia e dalla comunicazione ininterrotta", conclude il presidente di Trend Micro USA, Thomas Miller.
Parole condivisibili, ma non si può ignorare che stiamo parlando di un'inedita alleanza tra nazioni e aziende di tutto il mondo, e che tra gli effetti più immediati ci sarà un controllo sulla Rete come non si è mai visto prima, da parte di un gruppo che potrà contare su competenze avanzate, risorse pressoché inesauribili, e supporto da parte di diversi governi. Impossibile che si tratti di una cosa completamente buona né completamente cattiva, ma di certo si renderà necessario uno strumento di vigilanza, del quale per ora però non si parla.
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