I dati emersi dal Cyber Defense Report condotto da SDA per conto di McAfee
Il dato arriva da McAfee e da Security & Defence Agenda (SDA), comitato specializzato in difesa e sicurezza con sede a Bruxelles. Il report realizzato congiuntamente e appena pubblicato, Sicurezza informatica, per la prima volta scatta un’istantanea globale sulla percezione delle minacce informatiche e delle misure da adottare per contrastarle.
SDA ha intervistato un’ottantina tra i principali responsabili di responsabili di creazione delle policy ed esperti di sicurezza a livello globale di enti governativi, imprese e università di 27 Paesi, oltre a 250 professionisti della sicurezza di 35 Paesi.
Il report ha analizzato anche il livello di “prontezza” cibernetica di 23 di nazioni, Italia compresa: il nostro Paese ha ricevuto una valutazione di “tre stelle su cinque”, dovuta alla mancanza di un sistema di protezione unificato e all’insufficiente formazione dei politici sulle questioni di cyber-sicurezza. Non va troppo meglio a Cina, Russia (tre stelle) ed Australia (tre stelle e mezzo), mentre Stati Uniti, Germania e Regno Unito ricevono un punteggio di quattro su cinque. Le valutazioni più alte toccano a Israele, Svezia e Finlandia, con quattro stelle e mezzo.
I punteggi assegnati ai Paesi (Fonte: SDA Cyber Defense Report, sponsored by McAfee, 2012)
Che cosa è necessario fare, dunque, per migliorare le armi di difesa nazionali contro un cybercrimine sempre più aggressivo? McAfee propone sei raccomandazioni: prevedere incentivi finanziari per migliorare il livello della sicurezza sia nel privato, sia nel pubblico; dare più potere alle forze dell'ordine per combattere la criminalità informatica transfrontaliera; sviluppare best-pratice standard internazionali per la sicurezza; affrontare le sfide diplomatiche di fronte a trattati informatici globali; avviare campagne pubbliche di sensibilizzazione ai comportamenti da adottare per non esporsi alle minacce; e infine creare una rete globale di esperti e addetti alla sicurezza, che condividano in tempo reale le informazioni in loro possesso.
A tal proposito, un punto sottolineato da McAfee è l’equazione: sapere uguale potere. L’agilità di movimento dei criminali informatici deriva anche dalla facilità e immediatezza con cui si passano informazioni strategiche.
"I buoni, invece – ha commentato Phyllis Schneck, chief technology officer per il settore pubblico di McAfee –, devono partecipare a riunioni e pubblicare rapporti prima di poter condividere anche minimi dati e di poter rintracciare i propri avversari. Finché non uniremo i nostri dati ed equipaggeremo con informazioni persone e computer, continueremo a giocare a scacchi con la metà dei pezzi".
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