Ancora intelligenza artificiale, ebbene sì, ed è il caso di farci l’abitudine perché questo complesso fenomeno tecnologico non pare destinato a vita effimera. L’evento che Microsoft dedica agli sviluppatori, la conferenza Build 2018 in corso a Seattle, è ulteriore conferma di quanto i colossi del Ict e del Web (oltre alla casa di Redmond, citiamo Google, Amazon, Apple, Facebook, Ibm) ma anche Samsung e un po’ tutti i principali costruttori di dispositivi mobili si stiano sfidando in una gara di velocità verso nuove soluzioni software, hardware e comprensive di servizi: dagli assistenti virtuali prestati ad app mobili e domotica al computing cognitivo, dal cloud potenziato con sicurezza e analytics figli proprio dell’intelligenza artificiale, senza dimenticare la robotica industriale, la ricerca scientifica, la gestione energetica dei grandi datacenter hyperscale e molto altro ancora.

Siamo nell’era dell’intelligent cloud e dell’intelligent edge”, ha dichiarato il Ceo, Satya Nadella, da sempre un portabandiera delle promesse dell’intelligenza artificiale. “Queste innovazioni offrono opportunità incredibili agli sviluppatori e comportano la responsabilità di assicurare che la tecnologia che creiamo sia affidabile e a beneficio di tutti”. Per quanto riguarda gli annunci a immediato uso e consumo delle aziende, c’è da citare la progressiva integrazione di Cortana all’interno delle applicazioni di videoconferenza: in alcuni demo eseguiti sul palco di Build 2018 si sono visti prototipi di dispositivi capaci di autenticare i partecipanti in modo automatico (attraverso Microsoft Graph), di produrre in tempo reale trascrizioni testuali delle riunioni e traduzioni simultanee. In altri scenari, Cortana può anche fornire assistenza per organizzare i meeting, prenotare le sale conferenza e inviare notifiche ai dipendenti di un’azienda.

Si è parlato anche di videoconferenze in modalità “realtà aumentata”, che richiedono però l’uso dei visori Hololens. Con i servizio Remote Assist si potrà interagire con gli altri partecipanti mostrando in diretta le immagini visualizzate sugli Holoens e consentendo di modificare tali contenuti (per esempio, sovrascrivendovi una nuova immagine). Layout, invece, è un’applicazione che permette di progettare a più mani, o meglio a più “occhi” tramite gli Holoens, importando modelli 3D e ologrammi in ambientazioni reali.

Per quanto riguarda l’invece l’edge computing intelligente a cui ha fatto riferimento Nadella, l’annuncio è quello dell’apertura alla modalità open source di Azure IoT Edge Runtime, un insieme di programmi che potenziano i dispositivi Internet of Things perimetrali: sarà quindi possibile per chiunque modificare, effettuare il debug e avere maggiore trasparenza e controllo sulle applicazioni edge. Altra novità è il fatto che Custom Vision possa da ora essere eseguito su Azure IoT Edge per consentire a droni, sistemi industriali e altri apparati connessi di operare anche in assenza di connettività cloud. Si tratta, ha spiegato Microsoft, del primo Azure Cognitive Service a supportare lo sviluppo dell’edge, destinato a essere affiancato da altri nei prossimi mesi.

Sempre nell’ambito di Azure c’è da segnalare l’avvio di una collaborazione con Dji, il principale produttore mondiale di droni, con lo scopo di realizzare un nuovo software development kit per i Pc Windows 10 con cui sviluppare applicazioni di pilotaggio da remoto dei velivoli automatici. Dji, inoltre, ha scelto Azure come cloud preferenziale per la distribuzione delle proprie soluzioni commerciali per droni e Software-as-a-Service.

Riguarda lo sviluppo sofware e i servizi di Azure per l’IoT anche la collaborazione avviata con Qualcomm: in questo caso lo scopo è quello di realizzare e veicolare con Azure IoT un Sdk per soluzioni Internet of Things basate su telecamere.  Gli sviluppatori potranno realizzare soluzioni che impiegano i servizi di Azure Machine Learning, sfruttando l’accelerazione hardware garantita dalla piattaforma Vision Intelligence e dal motore AI di Qualcomm.

Microsoft Holoens

 

Microsoft ha poi presentato Project Kinect for Azure (un pacchetto di sensori per i dispositivi IoT dotati di capacità computazionali), un nuovo Sdk per applicazioni di riconoscimento vocale (Speech Devices Skd, teso a migliorare l’accuratezza di questa tecnologia attraverso la cancellazione del rumore), aggiornamenti per Azure Cosmos DB (nuove funzionalità multi-master per il cloud e per l’edge computing), aggiornamenti del Bot Framework e dei servizi cognitivi (per creare applicazioni conversazionali, come i chatbot, sempre più sofisticate, capaci di dialoghi realistici e con voci personalizzabili).

Per non dimenticare l’impegno etico e il progresso sociale veicolabili con la tecnologia, alla Build è stato annunciato il “AI for Accessibility”, un programma quinquennale da 25 milioni di dollari, figlio della precedente iniziativa “AI for Earth”: i soldi serviranno per erogare contributi, per compiere investimenti in tecnologie e competenze e per arricchire i servizi cloud di Microsoft con innovazioni di accessibilità, a beneficio degli utenti con deficit sensoriali, motori o cognitivi (non necessariamente persone diversamente abili, ma anche anziani: oltre un miliardo di persone, nel complesso).

Citiamo anche le numerose novità in arrivo per gli sviluppatori: con Azure Kubernetes Service, disponibile nelle prossime settimane, sarà più facile creare e far girare soluzioni container-based, anche senza avere una profonda conoscenza di Kubernetes.  Il software Visual Studio, invece, ha già introdotto una nuova funzionalità chiamata IntelliCode, la quale fornisce suggerimenti per migliorare il codice durante il lavoro di sviluppo software, e un’altra chiamata Live Share, utile per la collaborazione fra sviluppatori. Già  disponibile anche il nuovo Azure Blockchain Workbench, per lo sviluppo di applicazioni blockchain supportate sia Azure Active Directory e da altri servizi cloud, mentre gradualmente fioccheranno novità in ambito DevOps (tramite servizi di Azure) su GitHub.