Ormai cominciano a essere numerose le aziende della sicurezza informatica che, dopo aver costruito e consolidato il proprio brand nel mondo della protezione degli endpoint, ora puntano ad allargare la visibilità verso la protezione più estesa delle aziende.

Eset già da qualche anno ha orientato la propria strategia verso il B2B, dapprima concentrando nel mondo aziendale la notorietà dalla soluzione di endpoint protection Nod32 e poi allargando l’offerta con un portafoglio di soluzioni che spaziano dall’encryption all’Edr, dalla cloud sandbox per la prevenzione dalle minacce zero-day e dai ransomware (Threat Defense) alla console Security Manager Center per la gestione centralizzata della rete aziendale: “Abbiamo chiuso il 2018 con una crescita del 7% e ci aspettiamo di migliorare, fino al 9%, nell’anno che si sta chiudendo”, ha anticipato Miroslav Mikus, chief sales officer di Eset. “Al momento siamo il quarto fornitore di sicurezza al mondo, ma vogliamo salire fra i primi tre a breve e consolidare il primato in Europa”.

La strategia globale si replica anche in Italia, dove da qualche mese è attiva una filiale, diretta da Fabio Buccigrossi, in precedenza channel director di Sophos. L’estrazione del manager farà sì che sia soprattutto il canale a portare il verbo dell’azienda all’attenzione di una fascia di aziende collocata su dimensioni fra i 100 e i 5.000 dipendenti: “Il potenziale è molto alto soprattutto nel midmarket”, ha confermato Buccigrossi, “ed è per questo che lavoriamo con figure commerciali che occupano solo ruoli di channel account manager, per aiutare il rivenditore a lavorare sul processo commerciale”.

 

 

Miroslav Mikus e Fabio Buccigrossi

 

Ci sono alcuni elementi che possono dare un vantaggio a Eset, in un mercato affollato e orientato in gran parte verso lo stesso remunerativo target di aziende. Innanzitutto, si tratta di un’azienda europea, nata oltre trent’anni fa in Slovacchia. A questo si possono aggiungere un’esperienza e una disponibilità di best practice già consistente, oltre a una focalizzazione sugli Msp che sarà oggetto di attenzione anche sul mercato italiano. 

Qui operano già distributori a valore aggiunto, come Allnet e Future Time, cui si affiancherà prossimamente un terzo operatore per vendite a volume, che sarà scelto fra Tech Data, Computer Gross ed Esprinet: “Questi soggetti fungeranno per noi da competence center”, ha specificato Buccigrossi, “mentre in parallelo stiamo lavorando per riposizionare la rete di rivenditori, selezionando un numero di partner che non supererà i 25 per area territoriale”. L’organico della filiale italiana è attualmente composto da una decina di persone, ma l’obiettivo è di raddoppiare entro la fine del 2020.