Siamo solo ai primi fischi d’inizio dei mondiali ma, forse, abbiamo già un vincitore. Il 14 giugno la partita inaugurale del campionato russo ha visto trionfare i padroni di casa contro l’Arabia Saudita e, per ora, i match giocati sono stati solo una manciata, ma l’intelligenza artificiale si è già portata avanti e ha previsto il vincitore più probabile dell’intera competizione. Un’equipe di ricercatori della Technical University of Dortmund, in Germania, ha sviluppato un algoritmo per prevedere quale squadra alzerà con maggiori probabilità la coppa. La classifica ha visto trionfare la Spagna, con una percentuale di vittoria pari al 17,8 per cento, seguita da Germania, con il 17,1 per cento, e Brasile, terzo con il 12,3 per cento.

Il risultato di questo esperimento non deve però scoraggiare gli scommettitori più accaniti. Sebbene nel calcolo siano state considerate molte variabili, quali ad esempio i dati presenti nel database della Fifa, l’età media dei giocatori o i Pil della Nazione di riferimento (rivelatosi sorprendentemente legato alle performance calcistiche), le percentuali ottenute non sono assolutamente definitive. E, anzi, variano se in campo scendono altri fattori.

Basti pensare che se Spagna e Germania superassero entrambi gli ottavi, sarebbe la nazionale teutonica ad avere le maggiori probabilità di vittoria. Questo perché, secondo il cervellone dell’Università di Dortmund, la prima fase del torneo è più ostica per i tedeschi rispetto a quella che attende gli iberici. Inoltre, i ricercatori hanno simulato l’intera competizione centomila volte, partita per partita, e in questo caso la Spagna non arriverebbe neanche in finale. A salire sul tetto del mondo, infatti, sarebbe la Germania, vincente sul Brasile.

Ma questo scenario non convince gli algoritmi di Goldman Sachs. La banca d’investimento statunitense ha elaborato duecentomila modelli statistici e ha simulato un milione di volte l’esito del torneo. Grazie quindi al machine learning e all’intelligenza artificiale, avrebbe previsto la vittoria del Brasile. In questi calcoli però è trascurata la variabile del “gioco fuori casa”, da alcuni invece considerata fondamentale. Elementi come tifo e trasferte, oltre ovviamente agli infortuni, potrebbero esercitare un’influenza importante sui risultati dei match. L’unico punto fermo di tutte queste analisi, purtroppo, è che certamente non potrà essere l’Italia ad alzare la Coppa del Mondo.