La guerra della velocità nel mondo dei data center ha un nuovo, forse temporaneo, vincitore. È Seagate, che ha presentato l’unità a stato solido di classe enterprise più veloce del mondo. Si tratta in realtà di due nuovi modelli di Ssd Pcie x16 e x8, in grado di trasferire dati rispettivamente a un tasso di 10 e 6,7 GB/s, che rispondono ai requisiti dell’Open compute project (Ocp) e sono quindi l’ideale per la scalabilità virtualmente in qualsiasi data center. Le nuove unità, che dovrebbero arrivare sul mercato in estate, sono più veloci anche di 4 GB/s in transfer rate rispetto agli Ssd attualmente in commercio. Seagate, al momento, non ha però reso note né le prestazioni effettive in lettura e scrittura, né la capacità di storage. E nemmeno il prezzo: ma non c’è dubbio che quest’ultimo sarà molto elevato.

I drive sono basati sull’interfaccia Nvme (non-volatile memory express), sviluppata da un gruppo di lavoro composto da oltre ottanta aziende e rilasciata per la prima volta nel 2011. Queste specifiche includono un’interfaccia ottimizzata, oltre a un insieme di funzionalità realizzate appositamente per gli Ssd che sfruttano lo standard Pcie (o Pci Express). Le unità funzioneranno quindi con tutti i sistemi che supportano il protocollo Nvme.

Le aziende che potranno beneficiare di questo avanzamento tecnologico saranno tutte quelle realtà che, per esempio, si occupano di elaborazione dati in tempo reale con soluzioni di storage a oggetti, in ambienti all-flash o ibridi. In sintesi, tutte quelle situazioni dove la velocità è l’elemento determinante per il business: applicazioni Web, previsioni metereologiche e analytics live.