La gestione dei dati nelle aziende è generalmente un caos. Quelli che potrebbero servire non esistono, e quelli che invece esistono spesso sono un'accozzaglia d'informazioni della quale nessuno si fida.
Le risorse umane sono un problema?
Lo sconsolante ritratto emerge da due diversi studi. Il primo mostra che solo il 28,6% delle aziende usa strumenti avanzati per la gestione delle risorse umane. È stato svolto da NorthgateArinso, azienda attiva appunto nel settore HR (Human Resource).
L'azienda ha scoperto che i responsabili HR sono consapevoli che una gestione strategica dei dati HR consentirebbe all'azienda una maggiore efficienza e una riduzione sensibile dei costi, ma è tutto più che altro una sensazione, al massimo un'idea. Il fatto è che i dati sul personale sono ancora un illustre sconosciuto, tanto che tra chi usa i software HCM (Human Capital Management), il 78,6% non ha una strategia precisa per usarli.
D'altra parte è comprensibile che le aziende non abbiano voglia d'incamerare altri dati, visto che quelli presenti sono più che altro un problema. Lo studio The Data Ownership Dilemma, di Informatica Corporation mostra infatti che la governance dei dati nelle aziende è in uno stato a dir poco imbarazzante. Un problema che fa levitare i costi in modo incontrollato.
Venditori e responsabili del marketing, tra gli altri, ritengono infatti che i database aziendali siano semplicemente inaffidabili. Il problema sarebbe "un diffuso senso di confusione circa l'ownership dei dati e l'abituale tendenza a bypassare l'IT per l'acquisto e la gestione di applicazioni e database".
A questi problemi si aggiungerebbe "una quantità spropositata di applicazioni e dati inutilizzati, l'eccessiva complessità delle infrastrutture d'informazione e la mancanza di risorse", e "l'eterogeneità dei database aziendali", difficili da consultare, usare, e presentare ai clienti.
Perché i database aziendali non sono affidabili? Secondo gli intervistati il problema è che troppi dipendenti possono accedere ed effettuare modifiche. Così ci mettono le mani in troppi e si crea il caos. Come se non bastasse, in molti casi il settore IT dell'azienda viene semplicemente scavalcato; ed ecco che il marketing – per esempio - compra e installa applicazioni in totale libertà, spesso con conseguenze imbarazzanti.