Se dovesse andare in porto, sarebbe l’acquisizione più grande di tutta la storia dell’industria tecnologica. Secondo il Wall Street Journal, Dell sarebbe in trattativa con Emc per una possibile fusione. Il produttore di computer (e di molto altro) vorrebbe quindi mettere le mani su tutta la Federation, composta da più aziende strettamente connesse l’una all’altra. Si tratta di nomi di primo piano nel panorama dell’It: Emc Information Infrastructure si occupa di storage, Rsa di sicurezza, Pivotal di piattaforme cloud e sviluppo agile, mentre Vmware di virtualizzazione. Ma tutto il gruppo ha un valore di mercato di cinquanta miliardi di dollari, una cifra enorme. Proprio per questo motivo è lo stesso Wall Street Journal a mettere le mani avanti, pur citando fonti a conoscenza dei fatti. “È possibile che un accordo non venga raggiunto”, specifica la testata finanziaria, aggiungendo che “non è ancora chiaro se i due colossi stiano discutendo un’acquisizione totale o parziale di Emc”.

L’ecosistema di Emc è strutturato in modo da riunire gli elementi chiave dell’It aziendale, mettendoli sotto un unico cappello. Ma, allo stesso tempo, agendo come entità separate le singole aziende possono avere campo libero per innovare e per realizzare piani di sviluppo autonomi. Un modello innovativo, ma non esente da critiche. Quella più diffusa è che le varie realtà, prese singolarmente, riuscirebbero ad aumentare il proprio valore di mercato.

Inoltre, da circa un anno, sta vivendo momenti difficili e gli investitori stanno chiedendo a gran voce una revisione delle attività e, probabilmente, anche una ristrutturazione delle stesse. Lo scorso gennaio, ad esempio, annunciò una serie di licenziamenti, senza però specificare il numero di teste tagliate. Secondo gli analisti, l’operazione tra Dell ed Emc potrebbe portare buon frutti. Soprattutto per la prima società che, da quando è tornata tra le braccia del fondatore Michael Dell (insieme al fondo Silver Lake) in seguito a una massiccia acquisizione di quote e all’uscita dalla borsa, sta puntando su nuovi mercati (sicurezza, storage), lasciando passare in secondo piano lo storico business dei computer.

Il dubbio ora è il seguente: il costo dell’intera operazione. Dell ha oltre 11,7 miliardi di debiti e finanziare un’acquisizione di questo calibro non è affatto facile. L’opzione più credibile è l’ennesimo ricorso a qualche fondo (ancora Silver Lake?), ma non è detto che Michael Dell non possa calare qualche altro asso dalla manica. In caso la manovra dovesse avere successo, il mercato si troverebbe di fronte un gigante capace di offrire soluzioni e servizi adatti a tutta l’infrastruttura It: dall’elaborazione alle reti, passando per lo storage e la virtualizzazione.