Le comunicazioni a distanza aiutano, nell’immediato, a risparmiare, e nel lungo periodo a costruire un futuro più green. È materia nota, ma su questo proclama diffuso fra chi propone tecnologie di Unified Communication and Collaboration ora Dimension Data ha quantificato con precisione il proprio obiettivo: da qui alla fine del 2018, l’azienda mira a far risparmiare ai propri clienti fino a 2 miliardi di dollari di costi energetici e di trasferte, nonché a evitare l’emissione di 1,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Gli strumenti per realizzare tutto questo si chiamano videoconferenza, telepresenza e (a fondamento di tali applicazioni) cloud computing. I risparmi di tempo, denaro ed emissioni di CO2, infatti, dipendono non solo dalla razionalizzazione delle trasferte di lavoro, ma anche dallo spostamento di attività da risorse fisiche alla nuvola, nonché dalla virtualizzazione, dall’Internet of Things e dalla gestione intelligente dell’energia. Grazie a tutto questo, da qui al 2018 Dimension Data stima che i propri clienti possano evitare anche lo smaltimento di 4.000 tonnellate di rifiuti elettronici, mentre la migrazione di un singolo server sul cloud permetterà in media di risparmiare 4.000 kWh annui.

“La nostra ricerca mostra che un server spostato su cloud consente di risparmiare 4.000 kWh di energia all’anno”, ha commentato Colin Curtis, director of sustainability di Dimension Data. “Le aziende che trasferiscono le proprie risorse di elaborazione da data centre on-premise verso piattaforme cloud gestite ottimizzate possono ridurre i costi energetici e le emissioni nocive in modo significativo”.

In merito all’utilizzo di di sistemi di Ucc, a detta di Curtis, “un tipico sistema di videoconferenza non gestito permetterà di risparmiare circa 20.000 chilometri di viaggi all’anno”. Attraverso una maggiore adozione di sistem telepresenza immersiva, invece, si potrebbero evitare quasi un milione di chilometri di viaggi all’anno.

Oggi tuttavia, alcuni ostacoli rallentano l’adozione dei sistemi di Unified Communication and Collaboration: secondo l’indagine realizzata da Dimension Data, i più comuni sono le difficoltà nell’utilizzo delle attrezzature, la mancanza di supporto tempestivo e la complessità delle procedure di prenotazione delle conferenze.

Dimension Data ha lavorato a stretto contatto con importanti consulenti, come Carbon Trust e Carbon Smart, per definire obiettivi e metodologie per abbattere le emissioni di carbonio, sia le proprie sia quelle dei suoi clienti. “Invece di limitarci semplicemente a ridurre l’impatto ambientale derivante dalle nostre attività, ci siamo posti come obiettivo quello di ricorrere alla tecnologia in modo sempre più progressivo per supportare i nostri clienti nelle loro strategie di sostenibilità. Questo è parte del nostro impegno nei confronti di una conservazione ambientale responsabile e per la promozione di pratiche di business sostenibili”, ha concluso Curtis.