Domini Web: il nuovo corso deve ancora aspettare

di Valentina Bernocco
pubblicato giovedì 10 maggio 2012

Per la seconda volta in un mese, l’Icann sposta in avanti la deadline per la richiesta di domini personalizzati a pagamento, inizialmente fissata al 12 aprile. Dopo il problema tecnico intercorso al sistema Tas (TLD application system), l’organismo ha notificato ai diretti interessati le potenziali fughe di dati verificatesi.

L’Icann ci ripensa, per la seconda volta. Dopo aver procrastinato in avanti di qualche settimana la deadline inizialmente prevista per le richieste di assegnazione dei nuovi domini  top-level, la Internet Corporation for Assigned Names and Number ieri ha annunciato di voler riaprire la porta alle application ancora non inoltrate: fra il 22 e il 30 maggio prossimi sarà di nuovo possibile fare richiesta, compliando il questionario online.



Il motivo? Ad aprile, a far rimandare i termini temporali era stato un problema tecnico del software che gestisce le richieste, con il rischio che alcuni utenti potessero aver “sbirciato” più o meno accuratamente nelle schede di registrazione altrui. E a quanto pare le indagini si sono protratte per diverse settimane.

Nell’ultima comunicazione ufficiale comparsa sul suo sito, Icann ha annunciato di aver inviato un’email a ciascun utilizzatore del sistema di registrazione, con le istruzioni per verificare se e quanto i propri dati – inclusi i domain name desiderati – siano rimasti visibili a potenziali scippatori di idee.

Dei circa 1.300 utenti potenzialmente colpiti dal problema tecnico, per  la maggior parte (1.163) username e password sono rimasti sempre al sicuro, ma qualche decina di sfortunati potrebbe essere stata spiata, con la scoperta da parte di altri del proprio username e/o del nome scelto per il dominio personalizzato.  

La scorsa settimana l’Icann ha dichiarato di aver ricevuto 2.091 richieste dal giorno in cui il sistema è stato messo offline, il 21 aprile. Considerando che per ciascuna domanda inoltrata Icann richiede una commissione di 5mila dollari, la somma già raccolta finora ammonterebbe a 350 milioni di dollari. “A voler essere onesti – ha commentato per Cnet Warren Adelman, un ex membro del gruppo Affirmation of Commitments Accountability and Transparency Review di Icann – Icann dovrà rispondere a grossi interrogativi circa la destinazione da dare a tutti quei soldi”.


I risultati dell'indagine di Icann sul problema tecnico del software di application


Poter disporre di un dominio ad hoc sarà, per chi passerà la selezione, un privilegio dal costo salato:  185mila dollari per la registrazione e 25mila dollari l'anno per il mantenimento del dominio. Un prezzo comunque irrisorio per colossi come Google, Apple o Microsoft, e a  cui si legano indubbi vantaggi di visibilità e marketing.

In caso di dispute, poi, i domini contesi potranno anche andare all’asta, facendo lievitare ulteriormente la cifra. Quel che è certo, per il momento, è che l’annunciata rivoluzione dei domini Web sta impiegando tempi più lunghi del previsto per realizzarsi.

 
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