Rassicuranti conferme e assenze illustri nella classifica delle cento migliori aziende per cui lavorare stilata da Fortune, una valutazione che si affianca a quella basata su criteri di fatturato della Fortune 500: il vincitore di quest’anno è Google. Non certo un outsider, la multinazionale sale di tre gradini rispetto all’ordine di arrivo del 2011, da quarta a prima, scavalcando SAS (che dal primo posto scende al terzo), Boston Consulting Group (stabile al secondo posto) e Wegmans Food Markets (passata dal terzo al quarto posto).
La classifica Fortune valuta la 100 migliori aziende da cui essere assunti
Nessuna rivoluzione, dunque, sul podio e dintorni, dove anche
NetApp può festeggiare l’ottimo piazzamento: sesta, dopo la società di investimento Edward Jones, e dunque sostanzialmente stabile rispetto al quinto posto del 2011.
“Ci stiamo impegnando nel dar vita a una azienda modello che guidi la crescita e il successo dei nostri clienti e partner – ha commentato con un certo orgoglio
Tom Georgens, presidente e ceo di NetApp -. Guadagnare un posto nella lista Fortune delle 100 Best Companies to Work For è un importante riconoscimento del talento e della passione dei nostri dipendenti”.
Le aziende attive nel settore tecnologia non scarseggiano neanche se si scende lungo la classifica. Perde qualche posizione
Zappos.com, il portale e-commerce di scarpe e abbigliamento di proprietà di Amazon, sceso dal sesto all’undicesimo posto. Balzo in avanti, invece, per
Adobe – dal 65° al 41° gradino della Top 100 –, mentre
Microsoft continua a non impressionare, calando anzi dalla postazione numero 72 alla numero 76. Migliora
Intel, dal 51° al 46° posto.
I primi 20 piazzamenti della Top 100 di quest'anno
Le aziende coinvolte nel sondaggio di Fortune quest’anno sono state 280, per un totale di
oltre 246mila dipendenti intervistati. È soltanto parziale la sovrapposizione con altre classifiche recentemente stilate – come
quella di Glassdoor –, ma la complessità dei parametri di valutazione spiega facilmente le discrepanze. Significativo, in ogni caso, notare come Apple sia decima nella lista di Glassdoor e del tutto assente in quella di Fortune, mentre Google compaia nei piani altissimi di entrambe le hit list (rispettivamente quinta e prima).
Nonostante i recenti grattacapi legali, per BigG è sicuramente un momento fortunato, dopo un 2011 in crescita sotto diversi punti di vita, dal fatturato ai profitti, dal numero di ricerche sponsorizzate a quello dei dipendenti.
Come spiegato dal ceo Larry Page in un’intervista rilasciata proprio a Fortune, a commento dei risultati, “Il mio compito in quanto leader è di assicurarmi che all’interno dell’azienda a tutti siano concesse delle grandi opportunità, e che tutti sentano di dare un contributo significativo al bene sociale”.