“Everything runs faster if you keep it in Dram, in main memory. When you have an in-memory database working in parallel it’s important to get the right data in memory. We have a heuristic adaptive in-memory cache… that tracks this.”. Le parole pronunciate ieri a San Fancisco dal Ceo Larry Ellison inquadrano perfettamente l’oggetto principale del suo keynote di apertura dell’edizione 2011 dell’Oracle OpenWorld. E questo oggetto, come era del resto emerso alla vigilia, sono le nuove macchine che la casa californiana mette in campo per rafforzare la propria offerta omnicomprensiva di soluzioni per le aziende di classe enterprise.
Larry Ellison, Ceo di Oracle
La
Exalytics Intelligence Machine, e qui si spiegano del tutto le affermazioni di Ellison, è un apparato server per l’analisi in real time dei dati (anche non strutturati oltre che di tipo strutturato, relazionale e multidimensionale) che sfrutta un motore alimentato da chip Intel Xeon a 40 cervelli e che promette prestazioni al top in fatto di velocità di elaborazione sfruttando la propria capacità di memoria interna da un terabyte.
In altri termini, e il concetto non è certo nuovo, Oracle propone ai Cio, in coppia con la note Exadata o Exalogic Machine, una nuova appliance hardware con avanzate tecnologie software integrate (quelle acquisite da TimesTen sei anni or sono e quelle avute in dote da Hyperion nella fattispecie) per processare i dati di business con più efficacia rispetto a quanto possono garantire i convenzionali sistemi di archiviazione su disco. E la Exalytics Machine altro non è che un altro tassello dell’approccio “big data” di Oracle,
un’altra faccia di quel terreno di battaglia nel campo delle soluzioni di business intelligence “in-memory” e che vede protagoniste anche Sap (con la propria tecnologia Hana) e Ibm.
La seconda new entry si chiama
Big Data Appliance, una macchina
ingegnerizzata per operare con il framework open-source Hadoop e il
database Oracle NoSQL Enterprise Edition. Anch’essa integrata con
Exadata, questa appliance si presenta in formato full rack con
un’architettura di processore a 216 core, 864 GByte di memoria e 432
Terabyte di capacità di storage.
Oracle Exalytics Intelligence Machine
Che il nuovo affondo in campo hardware del gigante di Redwood Shores sia l’ennesimo guanto di sfida che parte in direzione delle solite grandi rivali – Ibm, Hewlett Packard e naturalmente Sap – è abbastanza facile da intuire. Così come è ancora più evidente il fatto che Oracle vuole affermare la centralità e la valenza del suo database e della sua piattaforma di middleware Fusion oggi orientata al cloud -
due asset che hanno fruttato alla compagnia oltre 16,6 miliardi di dollari di fatturato l’anno passato – per ampliare la propria espansione in settori nevralgici e strategici del business It quali la finanza e il mondo pubblico.
Ellison, la scorsa settimana, aveva però sentenziato inoltre un altro filone che caratterizzerà l’offerta prossima ventura di Oracle, e cioè il focus sui sistemi di fascia molto alta – in questo senso va letto l’annuncio del nuovo
Sparc SuperCluster T4-4 a piattaforma Solaris di metà settimana scorsa - a scapito dei server low end. A San Francisco il Ceo è andato oltre puntando con decisione Big Blue: “
we want to take Ibm on in their strongest suit, which is the microprocessor”. Affondo sancito con la promessa di portare sul mercato entro un anno un processore T4 capace di raddoppiare le prestazioni di quello attuale, che secondo Oracle è già più veloce di quello che motorizza i super computer di Big Blue.
E se, come sostengono dalla concorrenza, la società californiana non può pensare di mettere a budget gli investimenti miliardari necessari per tenere il passo di Ibm e Intel sul fronte delle architetture di processore hi-end, Ellison può sempre consolarsi con le vendite della tanto amata Exadata Machine:
oltre un migliaio le unità vendute nel 2010 ad aziende come Procter & Gamble Co. e BNP Paribas di questo sistema sviluppato per elevare la resa dei database Oracle e circa 3.000 il target che la società si prefigge di raggiungere quest’anno.