Dagli elettrodomestici alla depurazione delle acque, dal trattamento termico alla lavorazione del metallo, dalle macchine per il sollevamento industriale alla costruzione di quadri per ascensori e scale mobili: da cinquant'anni Gefran è un punto di riferimento per chi opera in questi ambiti. Nata come società familiare a Provaglio d’Iseo, in provincia di Brescia , oggi è diventata una multinazionale da 129 milioni di euro di fatturato e 900 dipendenti. Nei suoi undici stabilmenti produttivi progetta e costruisce convertitori di energia, sensori, componenti elettronici, sistemi per l'automazione e il controllo dei processi industriali, la cui vendita è affidata a 13 filiali commerciali in Italia e all'estero e a una rete di distributori.

 

L'anno scorso l'azienda ha intrapreso un percorso che l'ha portata a dotarsi di nuove soluzioni di sicurezza informatica, più complete e al passo con l'evoluzione delle minacce, dunque meglio capaci di proteggere i dispositivi, le reti, le applicazioni e i dati. Le tecnologie in uso fino ad allora, infatti, non erano più adeguate di fronte a pericoli come quelli degli attacchi cosiddetti zero-day, che sfruttano vulnerabilità ancora non pubblicamente note. E c'era inoltre la necessità di dare una sorta di uniformità geografica alle soluzioni adottate.

 

Per quanto riguarda la sicurezza della posta elettronica, in particolare, Gefran era alla ricerca di una soluzione non solo efficace, ma anche di rapida implementazione e che permettesse di integrare molti domini di posta, in maniera scalabile, in base alle specifiche delle diverse sedi e filiali. Tentativi di implementazione erano già stati fatti provando ad adottare soluzioni corporate ma con scarsi risultati: gestire il traffico dati attraverso il data center italiano si era rivelato difficoltoso, tant'è era stato necessario ripiegare su soluzioni locali incappando, così, in ulteriori difficoltà di gestione.

 

Nella ricerca di un'alternativa, l'azienda è arrivata a considerare l'appliance virtuale di Libra Esva. “Dopo aver fatto un’attenta analisi di mercato, Libra Esva è apparsa la soluzione più promettente”, racconta Davide Bettera della direzione Ict di Gefran. “Incoraggiati anche dalla disponibilità della trial gratuita di trenta giorni, abbiamo deciso di mettere alla prova la soluzione nella sede in Cina, per evidenziarne da subito eventuali mancanze e limiti dovuti alle forti differenze e alle sfide che il contesto cinese presenta”. Ma invece di mancanze e limiti sono emersi aspetti positivi quali la rapidità di implementazione e la facilità con cui la soluzione di Libra Esva si è integrata con l’ambiente applicativo e di posta usato, cioè Ibm Domino.

 

 

 

L'installazione on premise è stata replicata in cluster nel cloud. Gli approfonditi test condotti in Cina hanno convinto Gefran a realizzare una seconda installazione nell'impianto produttivo dello stesso Paese, per poi estendere l'adozione anche alle altre sedi nel mondo su un totale di circa 800 caselle email. La soluzione protegge da malware, ransomware, tentativi di phishing, attacchi business email compromise, virus e minacce zero-day. Contro queste ultime, in particolare, agiscono una funzionalità di Url Sandbox, una di anti-whaling (il whaling è una variante sofisticata del phishing) e una tecnologia proprietaria chiamata Quicksand.

 

 

Libra Esva”, assicura Bettera, “si è dimostrata una soluzione tecnologicamente innovativa che ci ha consentito di ridurre e quasi azzerare il traffico indesiderato, con una gestione trasparente del sistema e dello spam scoring, senza trascurare la ridottissima presenza di falsi positivi”. L’appliance virtuale di Libraesva ha permesso di coniugare l’utilizzo di un prodotto “corporate”, gestito dalla sede Italiana, con le elevate prestazioni rese possibili da un'installazione locale. “Oggi”, conclude il responsabile Ict, “il deployment di Libra Esva è completo a livello di gruppo e non richiede manutenzione se non per tenere la piattaforma aggiornata con le release che periodicamente vengono rilasciate”.