19/05/2012 di Redazione

Epson dà voce agli architetti: serve più tecnologia

Dal sondaggio 20/20 Vision condotto dall’azienda di imaging emerge come il 59% degli studi di architettura italiani senta la necessità di rinnovare le infrastrutture tecnologiche per restare competitivo. Cosa serve? Nuove stampanti, proiettori e tablet, m

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Senza una tecnologia all’avanguardia, è arduo restare competitivi: una massima generale, che vale in modo specifico per alcune categorie professionali, come quella degli architetti. Epson ha dato loro voce interpellando i professionisti di 500 studi di piccole, medie e grandi dimensioni in Italia, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito all’interno del suo progetto 20/20 Vision, che intende far luce sugli scenari evolutivi della professione da qui ai prossimi otto anni.


Il dato di fondo riguardante l’Italia evidenzia un forte desiderio di modernità: per il 59% dei titolari e amministratori delegati interpellati – tramite interviste stilate da Coleman Parkes Research per poter restare competitivi nei prossimi anni gli studi dovranno rinnovare le proprie infrastrutture tecnologiche, ovvero la propria dotazione hardware e software di progettazione, Building Information Modelling, stampa e presentazione.

I risultati evidenziano anche la volontà di incrementare l'uso di stampanti, proiettori e tablet, utili per realizzare presentazioni più complesse. Oggi oltre un terzo (35%) dei professionisti nostrani sceglie di affidare questo genere di elaborati a fornitori esterni, ma entro il 2020 la quota è destinata a calare al 19% in seguito all'introduzione della stampa a colori interna grazie a soluzioni più economiche e facili da utilizzare.

Molti studi, inoltre, riconoscono i vantaggi del Building Information Modelling affermando che non investirvi significherà restare indietro rispetto ai competitor, ma spesso non dispongono della tecnologia e del know-how necessari per servirsene. In Italia il 48% degli architetti dichiara di avere introdotto tecnologie BIM, a fronte dell'82% nel Regno Unito, del 71% in Francia e del 36% in Germania e Spagna.

Attualmente, solo una piccola quota – il 7% - degli architetti italiani intervistati ritiene che il proprio studio professionale disponga di una tecnologia all’avanguardia, mentre il 39% la considera appena sufficiente e il 20% la definisce obsoleta o inesistente.

Guardando al futuro, più di un terzo degli architetti europei vede la tecnologia come importante volano di innovazione, in grado di fornire un vantaggio sulla concorrenza. Scomponendo il dato nei diversi mercati nazionali, la percentuale schizza al 60% in Francia e Regno Unito, mentre è limitata dal 20% circa in  Italia, Germania e Spagna.


“Se negli ultimi anni – ha commentato Renato Sangalli, business manager prographics di Epson Italia – le condizioni economiche hanno senza dubbio ostacolato i programmi di aggiornamento tecnologico, molti architetti oggi riconoscono i vantaggi di un investimento prudente in nuove tecnologie, in grado di migliorare la qualità di processi interni e prodotti”.

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