Facebook scopre le carte in tavola anche nel News Feed, lanciando una nuova funzione chiamata “Why am I seeing this post?”, con cui l’utente può conoscere le esatte ragioni della selezione di un contenuto apparso nella sezione degli aggiornamenti. Come noto, la piattaforma fa comparire nel News Feed i contenuti di probabile interesse dell’utente, considerando la provenienza (si privilegiano i contenuti pubblicati e condivisi dai contatti con cui interagisce di più), i “like” e i commenti espressi in passato su altri post o pagine. Finora, però, non era dato conoscere le esatte ragioni della selezione dei singoli contenuti.

 

La  nuova funzione, scrive il product manager di Facebook, Ramya Sethuraman, “spiega come le vostre precedenti interazioni condizionino il ranking dei post nel vostro News Feed”. La voce “Perché vedo questo post?” è accessibile dal menu a tendina che si visualizza cliccando sulla freccetta posta alla destra di ciascun contenuto del News Feed. La schermata elenca gli elementi del ranking che hanno determinato la selezione, per esempio il fatto che quel contenuto sia stato condiviso da un amico con cui si interagisce spesso, ma anche la popolarità di quel post su pagine pubbliche.

 

Nello specifico, è ora possibile sapere tre cose. La prima è se un post sia stato incluso nel News Feed perché pubblicato da un amico, da una Pagina seguita o da un Gruppo di cui l’utente fa parte. Vengono mostrate, poi, le statistiche di interazione con certi tipi di post (video, foto, link) e la popolarità del contenuto selezionato su altre pagine personali o pubbliche. In terzo luogo, sono elencati gli shortcut delle sezioni “vedi prima”, “smetti di seguire”, “preferenze del News Feed” e “privacy shortcuts”, da cui è possibile personalizzare alcuni criteri di ranking.

 

 

 

In un sforzo di trasparenza teso a recuperare credibilità e fiducia dopo il caso di Cambridge Analytica, il Russiagate e l’esplosione delle fake news, Mark Zuckerberg da mesi è impegnato in grandi dichiarazioni e trasformazioni annunciate. A neanche un mese dagli annunci della missione di difesa della privacy di cui Facebook vuol farsi paladina, ora l’amministratore delegato ha fatto appello ai governi chiedendo regole e impegno condivisi nella lotta alla disinformazione e alle manipolazioni dell’opinione pubblica. Per questi stessi scopi, è appena stato dato un giro di vite alle regole sugli spot elettorali, ora più severe, in vista delle consultazioni europee di maggio e di quelle indiane. È notizia di ieri la cancellazione di 712 account e di 390 pagine, registrate in India e in Pakistan: risultavano colpevoli di “comportamenti non autentici coordinati”. La maggior parte degli account cancellati erano legati al partito di opposizione Indian National Congress, altri a forze militari pakistane.