Perché farsi la guerra, quando si può collaborare con reciproco guadagno? Facebook punta a rafforzare il legame con gli editori, e in particolare con le testate giornalistiche, annunciando di voler testare l'introduzione di un abbonamento per la lettura delle notizie degli Instant Articles. Lo ha fatto sapere Mark Zuckerberg, a conferma di precedenti indiscrezioni, e inserendo l'iniziativa all'interno del Facebook Journalism Project: “Il nostro obiettivo”, scrive il Ceo, “è quello di lavorare a più stretto contatto con chi produce le notizie, per sviluppare prodotti come gli Instant Articles e strumenti con cui i giornalisti possano pubblicare i loro articoli. Stiamo anche lavorando con editori, ricercatori e università per aiutare le persone a essere più informate circa le notizie che leggono online”.

È ben nota, a tal proposito, la battaglia alle bufale intrapresa dal social network ormai da mesi, una battaglia che si affida sia alla collaborazione di agenzie di fact checking, sia agli algoritmi di intelligenza artificiale. Con il nuovo progetto, ora Facebook testerà “nuovi modi per aiutare le agenzie giornalistiche a far crescere le sottoscrizioni”.

Se qualcuno sceglierà di abbonarsi a un certo canale, spiega Zuckerberg, il ricavato andrà direttamente e interamente agli editori. Va da sé che, rinunciando a una commissione, la piattaforma social ricaverà comunque un beneficio in termini di incremento di traffico e di affermazione come luogo dove abitualmente si consultano e ricercano notizie.

 

 

 

La sperimentazione delle news in abbonamento partirà entro la fine dell'anno, limitandosi inizialmente a ristretto gruppo di editori statunitensi ed europei (i nomi degli interessati per il momento non sono stati svelati). Pare ragionevole ipotizzare che l'accesso alle notizie resterà gratuito entro certi limiti, quindi che venga adottata la logica del paywall, già ampiamente sperimentata da testate online di qualità. Un'ulteriore novità in arrivo è la comparsa dei loghi delle testate accanto agli articoli che vengono visualizzati nelle sezioni “trending” e “search”. Un modo per ricordare che Facebook è una grande vetrina, un megafono per l'informazione online, ma che la produzione di contenuti giornalistici risiede ancora altrove ed è un valore da preservare.