Potrebbe sembrare un pesce l'aprile, ma non lo è: Facebook ha denunciato Mark Zuckerberg per avere venduto i clic sul servizio Like di Facebook, contravvenendo alla politica aziendale. Peccato che Zuckerberg non sia il Mark nato vicino a New York, ma un utente molesto che ha cambiato volutamente nome per scampare alla denuncia certa che lo aspettava.
Il vero Mark Zuckerberg
Partiamo dall'inizio: l'imprenditore israeliano Rotem Guez ha aperto una società chiamata Like Store, che vendeva i "Mi Piace" presenti in varie pagine. I Termini di Servizio del social network vietano espressamente azioni di questo tipo, e per ricordarglielo i legali di Palo Alto hanno inviato una lettera di avviso in cui imponevano di "smetterla immediatamente di violare le condizioni d’uso di Facebook, per non subire conseguenze". Guez quindi sapeva che sarebbe stato soggetto a una denuncia, ma la mancanza di idee per fare soldi lo ha spinto a proseguire.
Consapevole che la pacchia sarebbe durata poco, Guez ha risvegliato la fantasia e ha messo a punto uno stratagemma bizzarro per evitare il tribunale: è andato all'ufficio locale dell'anagrafe e si è fatto cambiare nome. Il fu Rotm Guez è così diventato Mark Zuckerberg, ha aperto una pagina ufficiale chiamata I’am MArk Zuckerberg e un sito web di nome Markzuckerbergofficial, dove oltre 4.000 utenti hanno cliccato su Mi Piace.
Il cambio di identità dell'impostore
Guez/Zuckerberg ha proseguito con la sua attività truffaldina perché "Insomma, Mark Zuckerberg può distribuire i Like su Facebook!" ma alla fine è stato comunque fermato. Non è chiaro se il fantasioso imprenditore abbia creduto davvero di farla sotto il naso a Facebook spacciandosi per Zuckerberg, se abbia messo in piedi questo teatrino per mania di protagonismo (è stato intervistato in televisione) o se abbia solo voluto fare uno scherzo per fare che tutto il mondo riportasse la notizia con il nostro stesso titolo. Qualsiasi cosa volesse l'ha ottenuta, tranne la possibilità di proseguire con la sua attività.