Dopo aver ricevuto mille critiche per la criptovaluta Libra, Facebook potrebbe incontrare ostacoli anche per l’altro suo grande progetto, l’integrazione delle piattaforme tecnologiche di  Instagram, Whatsapp e Messenger. L’azienda di Mark Zuckerberg punta a realizzare un ecosistema unificato, pur mantenendo le tre applicazioni distinte fra loro e distinte dal social network. I dati però circoleranno dall’una altra, ovvero si potrà per esempio usare Messenger per scrivere a un contatto di Whatsapp, e viceversa.

Nonostante le promesse di una crittografia end-to-end potenziata, l’idea di Facebook fin da subito aveva generato preoccupazioni sulla base dell’immenso controllo già detenuto dalla società di Menlo Park sui dati di miliardi di persone. Una prima voce di dissenso era stata quella della Data Protection Commission irlandese, ma l’ostacolo più concreto ora per Zuckerberg sembra essere la Federal Trade Commission

L’ente federale, a detta di fonti confidenziali del Wall Street Journal, starebbe valutando di emettere un’ingiunzione preliminare motivata da preoccupazioni antitrust. Anziché chiedere a Facebook di interrompere il progetto (fatto che normalmente condurrebbe all’apertura di un’indagine e poi a un procedimento legale), la Ftc potrebbe agire in modo più diretto con un’ingiunzione preliminare, forse già entro il mese di gennaio del 2020. Questo, come spiegato da un professore di legge della Columbia University ed ex consulente della Ftc, Tim Wu, garantirebbe il vantaggio di “far procedere le cose, e in un certo senso forzarle verso una decisione giudiziaria rapida”, anziché verso un’indagine che durerebbe anni.

Se si concretizzerà, l’azione dell’agenzia federale sarà focalizzata sulle policy che Facebook adotterà nell’integrazione delle tre piattaforme: la preoccupazione riguarda dunque non la privacy bensì il rischio di un monopolio nel settore delle applicazioni social e di messaggistica. Non è ancora esattamente chiaro, infatti, quanto Instagram, Messenger e Whatsapp resteranno indipendenti e quanto invece si sovrapporranno l’una all’altra. Facebook non ha replicato alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal.