Fastweb ha messo la freccia per superare sé stessa. L’azienda, per bocca dell’amministratore delegato Alberto Calcagno, ha annunciato un ampliamento del piano quadriennale di sviluppo della propria rete, con l’obiettivo di arrivare entro il 2020 a fornire connettività in banda ultralarga a metà della popolazione italiana (nelle “aree nere e grigie” della Penisola), 13 milioni di famiglie e imprese, in oltre 500 città. Con una velocità di 200 megabit al secondo, il doppio di quella attuale, fin dalle prossime settimane. Un salto in avanti importante, considerando che l’operatore stima di raggiungere entro la fine di quest’anno il 30 per cento delle famiglie del nostro Paese, pari a 7,5 milioni di unità.

Le prime città a essere collegate a 200 megabit al secondo di velocità teorica saranno entro l’11 aprile comuni di medie e piccole dimensioni, in modo da non favorire solo i grandi centri urbani. Si partirà da Arezzo, Viterbo, Riccione, Rimini, Trento, Massa, Pistoia e Caserta. Queste città saranno poi seguite da nuove aperture per ogni mese successivo, in modo da arrivare a un milione di case raggiunte dai 200 megabit a fine 2016.

Il piano industriale di Fastweb avanzerà in due filoni paralleli: da una parte saranno realizzati i lavori per collegare in fibra nuove città fino ai 100mila abitanti, utilizzando tecnologia eVdsl (Enhanced Vdsl) per erogare i 200 Mbps. In contemporanea sarà poi realizzato l’aggiornamento della rete nelle città di dimensioni medio-grandi, già oggi toccate dalla fibra del precedente piano dell’operatore (2014-2016).

Il progetto di estensione e upgrade prevede investimenti per 500 milioni di euro, cumulati nel periodo 2017-2020, che saranno interamente autofinanziati. “Il piano di Fastweb, portando la fibra agli armadi stradali che collegano milioni di case prima non raggiunte dalla banda ultralarga, è propedeutico alla stesura dell’ultimo miglio in fibra, quando questa verrà realizzata da Enel, Metroweb, Tim o altri operatori”, ha commentato Calcagno.