Hanno in bella mostra il logo blu e verde di Waymo, la neonata società di Alphabet che porterà avanti il progetto Google Car, e sul tetto la torretta equipaggiata con sensori e sistemi di visione Lidar: sono i cento minivan di Fiat Chrysler Automobiles appena consegnati dal produttore automobilistico. Il primo frutto dell'accordo siglato lo scorso maggio tra Fca e Google con l'obiettivo di far progredire il cammino delle vetture a guida autonoma. Con una vera e propria “accelerata” di fine anno, in queste settimane i progetti di driverless car si sono moltiplicati: dall'esordio del servizio di taxi-robot di Uber (su veicoli Volvo) a San Francisco alla nuova collaborazione annunciata fra Bmw e Ibm per l'utilizzo di Watson a bordo di future automobili intelligenti, capaci di adattarsi alle abitudini del passeggero.

 

E non va dimenticata Tesla, che sotto la guida di Elon Musk ha promesso il debutto delle prime vetture senza conducente ancor prima della fine del decennio. Pur in fase di silenzio, se non di vero e proprio stallo, anche il Project Titan di Apple potrebbe in futuro rappresentare un concorrente temibile per le iniziative già citate. Ed ecco, dunque, che in uno scenario ormai affollato di iniziative e ambizioni la velocità diventa quasi un obbligo.

 

I team di sviluppo e di produzione di Fca sono stati partner agili, che ci hanno consentito di passare dal lancio del progetto all'assemblaggio del veicolo in appena sei mesi", ha dichiarato il Ceo di Waymo, John Krafcik, già responsabile del progetto Google Car. Per la fabbricazione e le operazioni di testing, Fca si è avvalsa di siti messi a disposizione da Big G in California e di strutture proprie situate in Michigan e in Arizona.

 

 

I cento veicoli presentati da Fca prendono le mosse dal minivan ibrido Chrysler Pacifica, modificato sia in alcune componenti di meccanica e telaio, sia nel software e nell'hardware tecnologico che garantiscono capacità di calcolo, connettività, computer vision e automazione. Un corredo simile (ma più evoluto) a quello impiegato per le “koala car” e per i suv della Lexus modificati, testati per anni e nel 2015 “liberati” sulle strade della Califonia e del Texas. La flotta di Big G, inclusiva anche di prototipi del tutto privi di comandi di guida, ha percorso quasi cinque milioni di chilometri e lo ha fatto non senza qualche piccolo incidente: una quindicina di casi di tamponamento, sempre tuttavia dovuti all'imprudenza o all'errore di chi – guidatore in carne e ossa – stava al voltante di un'altra automobile.