Alessandro Musumeci, direttore centrale Sistemi Informativi delle Ferrovie dello Stato, era in certo qual modo protagonista involontario della presentazione del Rapporto Assinform 2010 perché nei giorni precedenti la sua azienda era finita sulle cronache per la maxi gara d'appalto di outsourcing IT.
Ed è proprio da qui che anche Musumeci ha avviato la propria conversazione: "Siamo sempre più stretti dalla competizione internazionale. I nostri confini, come Ferrovie dello Stato, sono molto estesi e vanno ben oltre i confini nazionali. La competizione internazionale comporta per noi una visione che si estenda verso le grandi sfide che ci aspettano e per le quali vogliamo contare come infrastruttura importante per il Paese. Penso a Expo 2015 ma anche alla possibilità delle Olimpiadi a Roma nel 2020. E' ora che dobbiamo mettere le basi per arrivare preparati a quegli appuntamenti".
Alessandro Musumeci, responsabile Sistemi Informativi di Ferrovie dello Stato
"L'Information Technology è certamente la leva strategica per fare questo. Ma da
dove prendere i soldi? Spremendoli dai risparmi possibili. Abbiamo indetto una gara per affidare in
outsourcing la quasi totalità della operatività IT necessaria a Ferrovie dello Stato per un periodo di 7 anni e un importo di
1,35 miliardi di euro. Un investimento molto importante per il nostro futuro e la dimostrazione che FFSS ci crede"
"Non ci limitiamo, però, a questo. Andiamo verso i nostri clienti proponendo i nuovi sistemi di prenotazione mediante gli
smartphone proponendovi anche nuove tipologie di servizi. Abbiamo accresciuto e investiamo molte risorse sulla
sicurezza e la circolazione dei mezzi sulla rete ferroviaria. Abbiamo avviato le sperimentazioni per portare
internet sui treni e supportare anche in questo modo il confort dei nostri passeggeri. E molto altro c'è ancora da fare".
"Il budget per fare tutte queste cose è insufficiente? Certo che sì, a prima vista. Occorre, però, riconsiderare le cose
riqualificando la spesa IT aziendale orientandola a ciò che porta risultati tangibili".
"La crescente carenza di competenze dentro e fuori l'azienda è una cosa che tocca constatare anche a noi. Stiamo assistendo a una sorta di
banalizzazione dell'Information Technology: tutti pensano che le cose siano semplici e facili come chattare o aggiornare il proprio stato su Facebook. E solo noi che siamo dietro a queste cose sappiamo quanto sforzo richiede il lavoro dietro le quinte per fare che le cose appaiano semplici sulla scena dello spettacolo. E' indubbio però il calo delle competenze scientifiche e delle competenze tecnologiche in generale. E sovente
siamo costretti a rivolgerci all'estero perché le aziende italiane quelle competenze le hanno perse, non le hanno più".