Amos Genish ha perso il posto di amministratore delegato di Tim. Una vera e propria detronazione, il ruolo gli è stato tolto dal Cda della società di telecomunicazioni, che in riunione straordinaria stamattina a Roma ha scelto di sfiduciarlo. Solo pochi giorni fa, di fronte ai rumors, l’ufficio stampa di Tim aveva negato questa intenzione, per poi ammettere ora che “il Cda ha revocato con decisione assunta a maggioranza e con effetto immediato tutte le deleghe conferite al consigliere Amos Genish e ha dato mandato al Presidente di finalizzare ulteriori adempimenti in relazione al rapporto di lavoro in essere con lo stesso".

Nessuna sostituzione a caldo è stata fatta, anche se le indiscrezioni riferite da Repubblica puntavano verso Alfredo Altavilla (ex braccio destro di Segio Marchoinne in Fiat) e Rocco Sabelli (ex di Alitalia), entrambi membri del Cda. Il posto di Genish, come previsto dal piano di successione di Tim, è stato momentaneamente occupato in delega dal presidente del consiglio di amministrazione, Fulvio Conti.

Nonostante le frasi di rito in cui il Cda “ringrazia Amos Genish per il lavoro svolto nell’interesse della società e di tutti i suoi stakeholders in questi quattordici mesi di intensa attività”, non è mistero che alla base dell’atto di sfiducia esistano tensioni fra gli azionisti della telco, la media company francese Vivendi (che nel settembre 2017 aveva voluto l'insediamento del manager israeliano) e il fondo statunitense Elliott. Quest’ultimo, infatti, aveva già mostrato di non gradire il piano di Genish di scorporare il network di accesso di Tim senza però venderne la maggioranza della proprietà, bensì mantenendo il controllo.

 

Amos Genish

 

Il progetto sul tavolo è quello, caldeggiato dal governo, di unificare le reti di Tim e di Open Fiber per mettere insieme risorse e investimenti che accelerino la sostituzione delle linee in rame con quelle in fibra ottica. "Tim è favorevole alla creazione in Italia di un singolo network di rete per evitare inutili duplicazioni di investimenti infrastrutturali e siamo aperti a possibili collaborazioni con Open Fiber", aveva dichiarato giorni fa alla stampa l’ormai ex amministratore delegato. Vivendi era allineato a questa strategia, ma in quanto azionista di maggioranza Elliott ha prevalso nella decisione di estromettere Genish dal gioco. Ora si attende il nome del sostituto, che emergerà dalla riunione del Cda in agenda il 18 novembre.