Si chiama Mobile
Interior Imaging ed è conosciuta anche come Project Mobii la tecnologia
per l'automotive che un giorno potrebbe cambiare il nostro modo di guidare.
Ci stanno lavorando etnografi, antropologi e ingegneri Intel, affiancati da
quelli di Ford, con un progetto
di ricerca congiunto basato sulle tecnologie di elaborazione percettiva.
Le automobili del futuro in sostanza identificheranno il proprietario tramite riconoscimento facciale e
interagiranno con lui mediante comandi
vocali e gesture. Come in molti altri ambiti, il progetto rientra nella
categoria dell'Internet delle Cose, che coinvolgerà anche le automobili. Il
primo passo sarà far comunicare l'auto con
lo smartphone del proprietario.
L'auto del futuro?
Oltre a identificare il proprietario, il sistema di bordo
sarà anche in grado di inviare una foto
a un guidatore differente direttamente sullo smartphone del proprietario, che
potrà quindi impostare le autorizzazioni
e specificare le opzioni che dovranno essere abilitate o disabilitate.
Il proprietario troverà invece musica e contatti
personalizzati, che verranno disattivati in presenza di un passeggero, a tutela
della privacy. "Il nostro obiettivo con la ricerca Mobii è di esplorare l'interazione
dei guidatori con l'auto e successivamente di fare in modo che l'interazione sia
più intuitiva e predittiva", spiega Paul Mascarenas, chief technical
officer di Ford Research and Innovation.
Per ora non fatevi illusioni: come precisa Mascarenas
attualmente "l'uso del Mobile
Interior Imaging è puramente a scopo di ricerca", anche se "le informazioni
che abbiamo acquisito ci aiuteranno a migliorare l'esperienza del cliente a
lungo termine".