Foxconn prova sempre di più a “occidentalizzarsi”, se non nella cultura certamente nella sua presenza territoriale. La multinazionale appartenente al gruppo taiwanese Hon Hai Precision Industry Company inaugurerà un nuovo quartiere generale a Milwaukee, in Wisconsin: un edificio da 77 piani (in precedenza di proprietà di una società di mutua assicurazione e servizi finanziari) collocato in centro città, a una cinquantina di chilometri dalla fabbrica Foxconn annunciata a fine 2017 e ora in costruzione. Per quest'ultima il colosso cinese ha pianificato un investimento da 10 miliardi di dollari, un debutto nel 2020 e una destinazione d'uso incentrata, almeno inizialmente, sulla produzione di schermi televisivi per Sharp.

Nel quartiere generale, invece, oltre alle attività strategiche, commerciali e amminsitrative si penserà alla ricerca e sviluppo. Come annunciato dall'azienda, alcuni studenti della University of Wisconsin-Milwaukee saranno coinvolti in programmi di scambio, con tanto di soggiorno a Taiwan, e fra i numerosi piani dell'edificio ci sarà anche spazio per un “centro di innovazione”, che aiuterà le startup a sviluppare progetti inerenti i pannelli Lcd. Secondo quando dichiarato da Louis Woo, che ricopre l'incarico di “assistente speciale” del Ceo Terry Gou, a Milwaukee si punterà a “creare un team aziendale molto forte”.

Al momento già sappiamo che nella nuova sede lavoreranno più di 500 persone. Poca cosa rispetto al milione abbondante di dipendenti della società, che non a caso è il più grande produttore di dispositivi elettronici per conto terzi, fra i cui clienti spiccano nomi come Apple e Amazon. Proprio per una fabbrica cinese impegnata ad assemblare dispositivi Echo per la società di Jeff Bezos recentemente Foxconn ha avuto qualche grana: un'associazione di diritti civili ne ha denunciato le inaccettabili condizioni di lavoro. L'indagine è attualmente in corso, ma presumibilmente non intaccherà troppo il business di un'azienda già abituata a scandali di questo tipo, i quali purtroppo non stupiscono.

 

 

 

Ora però Foxconn sembra voler tentare di ripulirsi un po' l'immagine, smettendo si essere solo una società che assembla enormi volumi di tecnologia sviluppata e marchiata da altri. A questo serviranno l'headquarter nordamericano, i programmi di formazione universitaria tra Usa e Cina, il centro di innovazione per startup e, non ultime, le promesse occupazionali stagliate all'orizzone. Si parla, infatti, di 500 addetti per il quartiere generale e di 3.000 (inizialmente, per salire fino a 13mila a regime) per lo stabilimento. Il Wisconsin sembra decisametne gradire, avendo concesso alla taiwanese agevolazioni fiscali pari a 3 miliardi di dollari spalmati sui prossimi 15 anni.