Amd alza il sipario sulla seconda generazione di processori Ryzen di seconda generazione. Pensate per sistemi desktop, queste nuove soluzioni sbloccate sono caratterizzate da prestazioni maggiori e prezzi ridotti rispetto alla prima serie. Ribattezzati Ryzen 7 2700x, Ryzen 7 2700, Ryzen 5 2600x e Ryzen 5 1600, i chip partono da configurazioni a sei core e 12 thread per i due modelli della famiglia Ryzen 5 (con frequenze operative fra i 3,4 e i 4,2 GHz) per toccare gli otto core/16 thread con clock spinto in boost a 4,3 GHz. Tutti i nuovi processori di Amd sono venduti in bundle con ventola premium Wraith Prism dotata di Led. A livello di architettura, le Cpu rappresentano di fatto il primo aggiornamento dei processori basati su Zen e sono realizzati da GlobalFoundries con processo a 12 nanometri Lp. Le novità di Amd si possono utilizzare con schede madri delle serie 300 o 400 e il vendor ha garantito di voler continuare a supportare la piattaforma Am4 fino al 2020.

Ovviamente, clock maggiori significano anche temperature operative superiori. Anche se il cambiamento investe soltanto i Ryzen 7 2700x, caratterizzati da un thermal design power (Tdp) di 105 watt, in crescita di 10 watt rispetto ai 95 del 1800x di prima generazione. Le altre tre Cpu, invece mantengono lo stesso Tdp delle soluzioni precedenti. Amd ha integrato nelle novità anche la tecnologia Precision Boost 2, che dovrebbe migliorare sensibilmente le performance con carichi di lavoro in multi-thread.

Il vendor di Sunnyvale ha annunciato anche il nuovo chipset X470, che implementano il sistema StoreMi per utilizzare drive a stato solido come cache per gli hard disk. Una tecnologia che ricorda molto i moduli Optane prodotti da Intel. Le schede madri, secondo Amd, forniranno una modalità di alimentazione migliore per sostenere le maggiori velocità delle Cpu Ryzen di seconda generazione. I nuovi processori sono proposti a partire a 199 dollari, per arrivare ai 329 del Ryzen 7 2700x, e saranno disponibili dal 19 aprile.