Bitcoin, Ethereum, Ripple, Litecoin, Nem, Dash, Iota, Monero: tutte le principali cryptocurrency cadono in picchiata. Nel giro di 48 ore, durante il weekend, per la maggior parte delle valute digitali sono stati registrati cali in doppia cifra (in alcuni casi anche superiori al 30%, per Neo), che per gravità ed estensione rappresentano un preoccupante precedente. E tra ieri e oggi, come riporta coinmarketcap.com, la tendenza è proseguita pur attenuandosi un po'. Nel complesso, si è perso oltre il 20% del valore del mercato, un valore che le cryptocurrency avevano impiegato anni a guadagnare.

Per chi era risalito molto negli ultimi tempi, come Bitcoin, a dispetto del crollo recente il prezzo resta comunque superiore a quello di quattro mesi fa. Ciononostante, gli analisti finanziari sottolineano come l'episodio non possa essere sottovalutato, se non altro per il clima di incertezza improvvisamente generato. Tra i possibili motivi del crollo spicca un evento particolare: la decisione della banca centrale cinese di mettere al bando le raccolte fondi basate su token di moneta virtuale.

Il bando è tecnicamente temporaneo, ma potrebbe rivelarsi l'opposto. La banca centrale, infatti, ha motivato la scelta spiegando che le monete virtuali hanno “seriamente scardinato l'ordine economico e finanziario” nazionale, e che per questo motivo è stata avviata un'indagine di verifica su una sessantina di valute. Detto più esplicitamente, il sospetto (neanche tanto campato in aria, anzi) è che in molti casi queste forme di scambio di denaro siano sfruttate all'interno di truffe finanziarie e schemi piramidali.

 

Andamenti riferiti alle ultime 24 ore (Fonte: Coinmarketcap)

 

 

Finché l'indagine è in corso, in Cina non potranno essere realizzate raccolte di fondi legate all’Initial Coin Offering (Ico) del Bitcoin, con tanto di punizioni salate per chi trasgredisce. Come riportato dall'agenzia stampa finanziaria Caixin, la banca centrale cinese sospetta che oltre il 90% dei progetti Ico possano aver violato le leggi di raccolta di fondi, se non costituire vere e proprie frodi. La percentuale di iniziative che stanno effettivamente raccogliendo fondi per gli investimenti sarebbe addirittura inferiore all'1%.