La lentezza non è un pregio, se si tratta di pagine da caricare sullo schermo di un telefono. Facebook ha ora scelto esplicitamente di privilegiare la velocità e la qualità della user experience: gli algoritmi che regolano la pubblicazione dei contenuti sul News Feed cambiano approccio. Gradualmente, come comunicato dall'azienda, chi utilizza l'app mobile per Android e iOS comincerà a visualizzare con maggior frequenza contenuti di siti responsive, dunque ottimizzati per il mobile, mentre quelli troppo lenti a caricarsi perderanno visibilità. Il cambiamento sarà graduale e riguarderà, almeno per il momento, solo l'applicazione mobile di Facebook.

Con questo aggiornamento”, ha spiegato l'azienda in un blogpost, “presto inizieremo a tenere conto del previsto tempo di caricamento di una pagina Web su cui si chicca da qualsiasi link del News Feed sull'applicazione mobile”. L'etichetta di sito lento o rapido potrà variare a seconda delle circostanze o di fattori valutati al momento dagli algoritmi, come per esempio la connessione di rete dell'utente in un dato momento e la velocità generale della pagina Web. Qualora ci siano “indicazioni” che suggeriscono un caricamento rapido, il collegamento alla pagina potrà apparire posizionato più in alto nel News Feed.

Ci vorrà qualche mese per accorgersi della differenza, e in ogni caso gli impatti non saranno devastanti. “Possiamo anticiparvi che la maggior parte delle Pagine non noteranno significativi cambiamenti nella distribuzione sul News Feed”, ha specificato l'azienda. Per evitare qualsiasi rischio, sono a disposizione alcune linee guida utili per adeguarsi agli standard di usabilità desiderato da Facebook.

Sulle motivazioni del cambiamento, accanto alla dichiarata volontà di migliore l'esperienza d'uso, non è difficile intuire una strategia che punta a spingere un maggior numero di editori ad affiliarsi al servizio Instant Articles. Per le Pagine, una garanzia di ottimizzazione per il mobile, per Facebook un modo per incrementare il traffico e qualificarsi sempre di più come fonte di informazione (anche) giornalistica agli occhi di un pubblico di due miliardi di utenti attivi.

A due anni dal lancio, per il progetto Instant Articles Facebook sta ora valutando l'introduzione di un paywall, concedendo accesso illimitato ai contenuti solo a chi sottoscriva un abbonamento. Un'eventualità che potrebbe allo stesso tempo soddisfare gli editori e allontanare dalla piattaforma di Mark Zuckerberg il rischio di una snippet tax, analoga a quella che potrebbe colpire Google.