I dati del terzo trimestre dell'anno di Sony Ericsson indicano che le vendite di suoi cellulari hanno perso quasi 4 milioni di pezzi rispetto allo scorso anno, ma a un prezzo medio più alto così da salvare i conti. I nuovi Experia sono il primo tassello d
Bert Nordberg, presidente e ceo di Sony Ericsson ha mostrato soddisfazione a proposito dei risultati finanziari del terzo trimestre dell'anno. Gli analisti un po' meno: avevano creduto alle precedenti indicazioni e sperato in qualche risultato migliore.
Comunque il fatto importante è che la società mostri il segno positivo nell'utile prima delle imposte di 62 milioni di euro e 49 milioni dopo le tasse, in aumento di 213 milioni rispetto a un anno fa e di 37 milioni dispetto al trimestre precedente.
Nordberg attribuisce il risulato confortante agli effetti della conversione decisa verso gli smartphone che ha portato a vendere meno pezzi: quest'anno 10,4 milioni di unità rispetto ai 14,1 dello scorso anno. Il prezzo medio, infatti, ha premiato con una media passata dai 114 euro ai 154, un po' meno però rispetto al trimestre precedente di 160 euro.
A funzionare, insomma, sono gli Experia corredati di Android lanciati in USA e Cina col proposito di "diventare il fornitore numero uno al mondo della piattaforma Android".
La posizione finanziaria netta al 30 settembre è stata di 538 milioni con un cash flow negativo dalle attività operative di 54 milioni, dovuto per lo più ai costi di trasformazione.
La stima della quota di mercato resta piatta, al 4%. Per fine anno si prevede una "debole crescita nelle unità vendute".
Sony Ericsson Experia con Android