Con Google Drive da oggi possiamo “passare meno tempo a cercare contenuti e più tempo a lavorare su ciò che conta davvero”. Una nuova funzionalità chiamata Priority svolge esattamente quello che il suo nome lascia intendere: segnala agli utenti le loro priorità. Attraverso il machine learning Drive è ora in grado di scandagliare i file, le attività, gli eventi in calendario e le note inserite dagli utenti per capire quali file siano importanti in un dato momento. Su questa base, i documenti di testo, i fogli di calcolo e le presentazioni vengono messi in evidenza e distinti dagli altri.

 

Accessbile nel menu posto nella parte sinistra della schermata, Priority rappresenta l'evoluzione dello strumento Quick Actions, introdotto due anni fa, ed è attualmente disponibile in versione beta per un ristretto numero di clienti della G Suite. Per giudicare se un file sia oppure no prioritario, il machine learning considera sia la frequenza e la recenza delle interazioni (quando e quanto spesso il file è stato aperto) sia i contenuti (nuovi commenti aggiunti al documento, condivisioni, task non ancora eseguiti e altro ancora).

 

Tali file vengono messi in evidenza nella parte alta dello schermo, tra i “suggeriti”, e in quest'area è possibile compiere azioni rapide (per esempio, rispondere a un commento) senza dover aprire il documento. È anche possibile rispondere a un utente e condividere un file direttamente dall'interfaccia di Drive.

 

In un'altra sezione chiamata “Workspaces”, invece, i file prioritari possono essere organizzati senza che si debba materialmente copiarli o spostarli da una cartella all'altra. Drive suggerisce in automatico la composizione di questo “spazio di lavoro”, ma è anche possibile creare uno o più di uno manualmente aggiungendovi un file alla volta. “I nostri studi”, scrive Google, “evidenziano che la maggior parte delle persone lavora un circa dieci o venti file alla volta. I Workspaces vi aiutano ad assicurarvi di poter accedere a quei file in modo più efficiente”.