Google avrebbe temporaneamente accantonato lo sviluppo dei suoi Glass per la realtà aumentata e, nell’ambito dell’iniziativa Project Aura (il nuovo nome dato alla divisione che si occupa di questi gadget tecnologici), starebbe lavorando ad almeno tre nuovi prototipi. Il retroscena, svelato dalla testata The Information, cita in particolar modo un dispositivo indossabile dotato di schermo e un altro, particolarmente interessante, senza display. Secondo fonti vicine all’azienda, ascoltate da The Information, nei laboratori di Project Aura circolerebbero tre device simili a occhiali o auricolari, i cui progetti potrebbero però alla fine fondersi e diventare così due wearable distinti. Una versione, presumibilmente per le aziende, sarebbe dotata di schermo. Mentre l’altra, etichettata come “sport”, implementa soluzioni audio e sarebbe destinata agli utenti finali. La trasmissione delle onde sonore avverrebbe tramite conduzione ossea, metodo che sfrutta le ossa del cranio per raggiungere l’orecchio interno.

Il team di Project Aura, al cui vertice si trova l’ex Apple Tony Fadell e che vede al proprio interno anche ingegneri “strappati” ad Amazon, potrebbe essere addirittura in procinto di rilasciare delle versioni commerciali dei wearable l’anno prossimo. Ma, al momento, non si conoscono maggiori dettagli. Big G avrebbe deciso di cambiare il nome a questa speciale divisione la scorsa estate, scegliendo un’etichetta assonante a quella di Project Ara, il progetto di smartphone modulare ideato dal colosso di Mountain View.

Lo sviluppo di dispositivi alternativi ai Google Glass significa che la prima versione di occhiali per la realtà aumentata è ormai da considerare come un progetto fallito, malgrado i rumors su un loro utilizzo in azienda? Probabile. Ma non è detto che tempo e risorse spese in questi anni siano andati completamente persi. Con l’avvento concreto dei primi visori per la realtà virtuale nel 2016, a cui seguiranno anche quelli per la visione aumentata, Big G potrà sfruttare il momento favorevole anche per “riciclare” la tecnologia sviluppata con i Glass, impiegandola nuovamente in altre iniziative.