L’erario francese non si arrende. Nella giornata di ieri gli uffici parigini di Google situati nel IX arrondissement hanno ricevuto la visita di agenti del fisco transalpino, accompagnati da poliziotti della Brgdf (l’equivalente della nostra Guardia di Finanza) e dai magistrati. Gli inquirenti vogliono fare luce sulle condotte di Big G, accusata dalle autorità di aver nascosto al fisco 1,6 miliardi di euro. Come molti altri colossi statunitensi, infatti, anche Google è sotto la lente dei governi europei per dichiarare molto meno fatturato nei singoli Paesi rispetto a quanto effettivamente realizzato. Le indagini dei finanzieri parigini procedono da giugno 2015 e lo scorso febbraio era trapelata per la prima volta l’indiscrezione riguardante la somma in gioco.

Il governo transalpino non ha al momento rilasciato dichiarazioni mentre Google, contattato dalla testata Cnet, ha risposto tramite un portavoce che la società “rispetta la legge fiscale in Francia, così come in ogni altro Paese dove opera. Stiamo collaborando pienamente con le autorità di Parigi e stiamo rispondendo alle loro domande, come sempre”.

Google è attualmente impegnata sullo stesso fronte anche nel nostro Paese dove, secondo i magistrati della procura di Milano e la Gdf, il gruppo californiano avrebbe operato una presunta evasione fiscale di circa 800 milioni di euro tra il 2008 e il 2013, facendo risultare la propria sede fiscale in Irlanda e non in Italia. Il dipartimento della procura milanese guidato dal pm Francesco Greco ha chiesto a Big G circa 300 milioni di euro. Cifra che potrebbe anche ridursi se l’azienda deciderà di chiudere a breve il contenzioso con l’Agenzia delle Entrate.