Non paga della battaglia in tribunale, Google prova a mettere i bastoni fra le ruote di Uber aprendo il portafoglio. Secondo quanto ricostruito da Bloomberg, Alphabet, la holding che racchiude tutte le attività del colosso di Mountain View, avrebbe avviato fitti colloqui con Lyft per erogare un generoso investimento da un miliardo di dollari. Lyft è una compagnia di ride hailing, è il diretto concorrente di Uber nel mercato statunitense e sta ovviamente cercando di erodere quote al competitor, approfittando anche del periodo di incertezza che la società ora guidata da Dara Khosrowshahi sta attraversando. Ma la questione, forse, è leggermente più complessa. Allo stato attuale delle cose (Waymo, la business unit del gruppo che si occupa di veicoli a guida autonoma, ha citato in giudizio Uber) potrebbe stupire il fatto che Alphabet sia uno shareholder di Uber, con un investimento da 258 milioni di dollari effettuato dal proprio braccio finanziario CapitalG.

Ma si tratta di un’operazione risalente al 2013, quando l’acredine fra le due aziende non era ancora emersa. Lo scenario è poi profondamente cambiato e Alphabet sta lentamente seminando indizi per segnalare, anche all’opinione pubblica, il suo costante avvicinamento a Lyft. Dall’accordo di collaborazione per lo studio delle auto driverless a dettagli più “mondani”. Negli inviti diffusi alla stampa per la presentazione degli smartphone Pixel 2, infatti, Big G ha aggiunto un codice sconto valido proprio per Lyft.

Per gli eventi del 2015 e del 2016, invece, il colosso di Mountain View aveva attivato un’offerta analoga, ma in tandem con Uber. Dettagli a parte, è palese che un miliardo di dollari possa fare comodo a un unicorno come Lyft, ancora molto limitato come potenza di fuoco rispetto al diretto concorrente. Secondo un articolo di The Information, la compagnia fondata da John Zimmer starebbe valutando un’espansione in Canada: sarebbe una prima assoluta al di fuori dei confini statunitensi.

Uber, invece, opera da diverso tempo in decine di Paesi e città con migliaia di driver. Ma le dimissioni del Ceo e fondatore Travis Kalanick e diversi scandali ne hanno temporaneamente appannato l’immagine. E l’investimento di Alphabet (comunque ancora tutto da appurare) potrebbe dare a Lyft maggiore indipendenza operativa, per aggredire con maggiore convinzione un mercato giovanissimo e ancora tutto da definire.