Le pagine ottimizzate per il mobile, secondo Google e secondo un ideale di etica del Web, devono essere nient'altro che questo: contenuti che si caricano rapidamente, che risultano ben visualizzati sullo schermo di uno smartphone e che non “consumano” troppi dati quando si naviga su rete 3G o 4G. Invece la piattaforma Accelerated Mobile Pages (Amp), lanciata da Big G a fine 2015, finora non sempre è stata usata correttamente. Molti siti ed editori hanno approfittato di questo strumento per generare qualche click in più e per portare traffico sui propri siti, cioè sulle versioni “canoniche” delle pagine Web. Hanno usato, cioè, le Amp come pagine teaser, che anticipano qualche elemento per poi rimandare (per esempio chiedendo di “cliccare per leggere di più”) alla versione completa di un articolo, di una vetrina di e-commerce o quant'altro obbligando l'utente a eseguire un passaggio aggiuntivo, potenzialmente frustrante.

Google si è accorta dell'andazzo e ha agito di conseguenza. Il cambiamento non sarà immediato, poiché l'azienda di Mountain View ha annunciato adesso con adeguato preavviso che il nuovo corso scatterà dal primo giorno di febbraio del 2018. A partire da quella data, non sarà più possibile confezionare con Amp delle pagine troppo diverse da quelle di partenza, non mobile-friendly: i due contenuti dovranno essere quantomeno “comparabili”. Non cambieranno, invece, le logiche di ranking delle Accelerated Mobile Pages.

Nel caso Google si accorga che le versioni Amp delle pagine non includono le informazioni e gli elementi “critici” delle versioni non-Amp, agirà di conseguenza: l'utente sarà reindirizzato sulle pagine non-Amp. Non ci saranno penalizzazioni in termini di visibilità sul motore di ricerca, ma nemmeno il sito Web in questione potrà comparire tra i risultati di Search specificamente riservati alle pagine Amp. In caso di irregolarità rilevate, i webmaster riceveranno una notifica attraverso la Search console, avendo l'opportunità di rimediare all'errore.

 

 

Il progetto delle Accelerated Mobile Pages si è rivelato finora un successo per Big G. A due anni dal lancio, la piattaforma è stata utilizzata per realizzare oltre quattro miliardi di pagine Web riferibili a 25 milioni di domini. Uno studio commissionato da Google a Forrester Consulting ha rilevato che le Amp generano in media un incremento di traffico del 10% e, per i siti e servizi di e-commerce un aumento del 20% dei tassi di conversione delle visite in acquisti.