Durante l’ultima conferenza Google I/O, conclusasi ieri a Mountain View, la dimostrazione delle novità di Big G che più ha fatto discutere è stata Duplex, una soluzione di intelligenza artificiale che permette alla voce sintetica di Assistant di simulare alla perfezione il parlato di una persona e di prenotare un appuntamento. La demo ha colpito per la naturalezza del discorso del bot, anche se qualcuno ha avanzato l’ipotesi che potesse trattarsi di una conversazione costruita appositamente per l’evento. Le potenzialità del sistema (che dovrà comunque essere testato su larga scala prima di integrarlo in qualche prodotto consumer) sono altissime, ma implicano anche diverse questioni etiche e morali: se in futuro qualcuno ricorresse a Duplex per simulare la voce di un’altra persona e, nella migliore delle ipotesi, farle uno scherzo? Per fugare ogni dubbio, un portavoce di Google ha spiegato a The Verge che il bot, nel caso in cui dovesse effettuare una telefonata per conto di un essere umano, rivelerà innanzitutto la propria vera natura all’interlocutore.

“Capiamo e diamo valore alla discussione innescata da Google Duplex: come diciamo da sempre, la trasparenza nella tecnologia è importante”, ha sottolineato l’azienda. “Abbiamo progettato questa funzionalità integrando l’obbligo di divulgazione e faremo di tutto per essere certi che il sistema venga identificato subito in modo appropriato. Quello che abbiamo mostrato all’I/O è solo una prima demo, non vediamo l’ora di ricevere feedback mentre lavoreremo per sviluppare un vero e proprio prodotto”.

Al momento Duplex è in grado di fare soltanto tre cose: prenotare un appuntamento dal parrucchiere, riservare un tavolo al ristorante e chiedere alle aziende gli orari di apertura degli uffici. Inoltre, nel caso in cui qualcosa non dovesse funzionare nel modo immaginato (un’evenienza molto probabile, considerando il primo stadio di sviluppo del progetto), è previsto l’intervento di un essere umano. Duplex è infatti dotato di una funzionalità di automonitoraggio, che si attiva quando il bot non è più in grado portare a termine correttamente il proprio compito, facendo intervenire un operatore in carne e ossa.

 

Google Assistant

 

I progetti dei competitor: Microsoft e Amazon

Google non è ovviamente l’unico colosso hi-tech a muoversi nel campo degli assistenti vocali. Con un tempismo ben poco sospetto, durante la conferenza Build 2018 Microsoft e Amazon hanno mostrato la prima demo pubblica dell’integrazione fra Cortana e Alexa. Un’iniziativa annunciata già l’anno scorso, che permette all’utente di richiamare l’assistente di Microsoft dagli smart speaker Echo di Amazon e il “maggiordomo digitale” del gigante dell’e-commerce da tutti i Pc Windows 10. Sarà sufficiente dire “Alexa, open Cortana” o viceversa.

L’obiettivo è unire il meglio dei due mondi, dando la possibilità alle persone che utilizzano gli altoparlanti intelligenti di Amazon di accedere, per esempio, al proprio calendario di Office 365. Al momento non si conoscono le tempistiche del rilascio di questa novità, ma Microsoft ha approntato un sito Web che permette di registrarsi per rimanere sempre aggiornati su tutti gli sviluppi della vicenda.