Google è intervenuta nuovamente sul proprio sistema di ranking per provare a limitare la portata delle fake news. Big G ha fatto sapere che, d’ora in poi, i siti di informazione che mascherano il proprio Paese di origine verranno rimosi dai risultati di ricerca della piattaforma News. La novità è stata messa nero su bianco dal colosso di Mountain View nelle linee guida che i siti Web devono rispettare per essere elencati nel servizio. L’aggiornamento prevede che le pubblicazioni non debbano essere “coinvolte in attività volte a ingannare gli utenti”. La nuova lista di proscrizione include per l’appunto anche “siti che falsificano o nascondono il proprio Paese di origine o si rivolgono ai lettori di altre nazioni con false premesse”. Non è la prima volta che Google prova a contrastare il fenomeno delle bufale online, andando anche allo scontro con alcune realtà internazionali di peso.

A novembre, per esempio, l’azienda ha fatto sapere di essere al lavoro su un aggiornamento del proprio algoritmo per penalizzare le news provenienti da siti come Russia Today e Sputnik, vicini al Cremlino e alla propaganda politica di Vladimir Putin. I due portali di notizie, che beneficiano di finanziamenti del Cremlino, in passato hanno dimostrato una certa tendenza a diffondere fake news su Hillary Clinton e sul Partito Democratico statunitense.

Un annuncio, quello di Google, che ha però fatto scattare la denuncia di censura e la richiesta di chiarimenti da parte della Russia e del suo organo di controllo delle telecomunicazioni, il Roskomnadzor. Per la società di Mountain View il downgrade non sarà però frutto di una censura preventiva, bensì la conseguenza delle logiche dell'algoritmo, che privilegia le notizie verificate e penalizza quelle false.