Le automobili driverless presto potranno circolare anche in Italia e una delle prime città candidate a ospitarle è Torino. Un protocollo d'intesa firmato qualche giorno fa dall'amministrazione comunale e da 14 partner industriali, fra cui Fiat Chrysler, impegna tutte le parti a sperimentare nel capoluogo piemontese veicoli con autonomia di livello 3, ovvero veicoli in cui sensori, fotocamere, piattaforme di calcolo e di computer vision, collegamenti al cloud e software di automazione e intelligenza artificiale rendono il sistema totalmente in grado di guidarsi da sè, ma che allo stesso tempo prevedono la presenza di un individuo a bordo, pronto a intervenire in caso di necessità.

Questa presenza non è di per sè una garanzia di sicurezza, come purtroppo dimostrato dall'incidente dell'auto di Uber verificatosi il 18 marzo scorso a Tempe, in Arizona. L'errore umano è una variabile non prevedibile, e dunque ai vendor di software e hardware e ai produttori automobili non resta che perfezionare per quanto possibile le proprie tecnologie.

Il protocollo firmato dalla città di Torino segue di qualche settimana il Decreto Smart Road, con il quale il Ministero dei Trasporti ha ammesso la possibilità di sperimentazioni su strada di tecnologie self-driving. Per il sindaco Chiara Appendino, si tratta di una “sfida importante”, mirata a stimolare l'innovazione sul territorio piemontese ma anche a sostenere una “nuova filiera dell’automotive”. Oltre a Fca Group, sfilano tra i firmatari Tim, il Politecnico di Torino, l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, l'Unione Industriale, Italdesign-Giugiaro, General Motors (tramite Gm Global Propulsion Systems) e 5T Srl, società di servizi posseduta da Gtt (il gestore dei trasporti pubblici torinesi). È partner dell'iniziativa anche Open Fiber: la società di Enel e Cdp metterà a disposizione la propria infrastruttura di rete a banda ultralarga.

Intanto a migliaia di chilometri dalla Mole, nella “culla” delle principali sperimentazioni sulla guida autonoma, diventa effettivo un nuovo regolamento che farà compiere ulteriori progressi a questo insieme di tecnologie. In California è in vigore da ieri il testo approvato settimane fa dal Department of Motor Vehicles: chi abbia già fatto richiesta al dipartimento e ottenuto il via libera potrà cominciare a far circolare su strada vetture sperimentali, anche senza la presenza di persone a bordo. Vetture, cioè, di livello 4 e 5, che potranno anche essere sprovviste di volante e pedale del freno. Prima di poterle immettere su strade pubbliche, tuttavia, le aziende produttrici dovranno averne testato la sicurezza all'interno di ambienti controllati.

 

 

 

Il cammino della tecnologia driverless, dunque, prosegue nononstante gli intoppi. Qualche giorno fa Waymo, società del gruppo Alphabet già impegnata ad acquistare migliaia di minivan ibridi da Fiat Chrysler, ha annunciato un'alleanza con Jaguar: in base all'accordo, circa 20mila esemplari di Land Rover nei prossimi due anni andranno a costituire una flotta di taxi elettrici a guida autonoma. I test su questi nuovi Suv elettrici, battezzati I-Pace, cominceranno già quest'anno. E non è tutto: a detta di Bloomberg, un terzo accordo sta per essere tirato fuori dal cilindro. A due anni distanza dall'annuncio di trattative in corso, la società figlia di Google e Honda sarebbero vicine alla presentazione dei primi risultti tangibili del lavoro congiunto. Si tratterà, secondo quanto svelato dal Ceo di Waymo, John Krafcik, di un veicolo che potrà trasportare sia passeggeri sia merci, più grande di una classica automobile ma più piccolo di un furgoncino.