I prezzi degli hard disk rimarranno salati almeno fino al 2014: lo sostiene un resoconto pubblicato ieri da iSuppli IHS, che conferma che in seguito all'alluvione thailandese i prezzi dei dischi rigidi sono saliti a una media di 66 dollari nel quarto trimestre del 2011 (+28% rispetto al prezzo medio di 51 dollari del trimestre precedente), e nel primo trimestre 2012 si sono ridotti solo marginalmente, scendendo a circa 65 dollari.
Secondo la società di ricerca oltre alla calamità naturale hanno contribuito le acquisizioni delle aziende del settore, che hanno portato di fatto a una "oligarchia" di due produttori che continuano a mantenere i prezzi stabili. Inoltre, i produttori di Pc nel secondo trimestre di quest'anno hanno firmato accordi a lungo termine con i produttori di hard disk sottoscrivendo il blocco dei prezzi a valori di circa il 20% superiori ai livelli pre-alluvione.
In sostanza, se da una parte così facendo i produttori di computer si sono assicurati una fornitura più o meno costante che gli ha permesso di non bloccare le linee di produzione, dall'altra si sono danneggiati con le loro stesse mani perché hanno bloccato i prezzi per diversi mesi ostacolandone una eventuale discesa.
In compenso secondo le stime di IDC le vendite di Pc nei prossimi mesi dovrebbero riprendere a crescere, guidate dall'annuncio di Ivy Bridge e da Windows 8, quindi gli accordi dei produttori dovrebbero essere rinegoziati entro la fine del 2012. A quel punto si stima tuttavia che saranno necessari altri quattro trimestri con un calo sequenziale del 6% per arrivare di nuovo al prezzo pre alluvione.
Nel frattempo i distributori continuano a vendere tutto quello che gli viene consegnato. Secondo iSuppli le spedizioni di hard disk sono aumentate del 18% (a 145 milioni) nel primo trimestre 2012 e del 10% (a 159 milioni) nel secondo trimestre. Si stima che dovrebbero lievitare di un ulteriore 10% nel terzo trimestre, quando arriveranno a 176 milioni.