Nella lotta per la supremazia nel settore degli elaboratori quantistici, Honeywell ha ottenuto la momentanea corona. Grazie a un aggiornamento del suo supercomputer, battezzato H0, il risultato ottenuto con un particolare benchmark pensato per questo tipo di macchine ha portato la società in cima a questa classifica. Il sistema di misurazione è stato ideato da IBM, una delle aziende pioniere nell’ambito dei computer quantistici, e l’indice risultante considera non solo il numero dei “qubit” ottenuti, ma anche la modalità con cui vengono utilizzati. Guardando le cifre, si parla di “volume quantico”, che per Honeywell ha raggiunto un punteggio di 64. La macchina Raleigh di IBM è per il momento fermo a quota 32, registrati nello scorso gennaio.

Entrambe le macchine sono comunque in costante evoluzione. Nei piani di Honeywell c’è la volontà di moltiplicare per dieci la potenza di calcolo ogni anno per il prossimo quinquennio, con l’obiettivo di portare il volume quantico fino a un valore di 640 mila. E poi la società pensa di incrementare ulteriormente questo risultato con il computer quantistico H1, già in via di sviluppo.  In casa IBM, dove al momento si opera con 18 computer quantistici, ci si accontenta di raddoppiare questo valore ogni anno.

Questo settore di ricerca è comunque partito molto recentemente e la partita è ancora tutta da giocare. Nel campo dei computer quantistici è impegnata anche Google, mentre Intel ha sviluppato un innovativo system-on-chip, l’Horse Ridge è, invece, a controllo criogenico.