I portavoce del colosso californiano spiegano come lo scorporo della divisione Personal Systems Group sia l’ipotesi migliore per “tutelare al meglio gli interessi di azionisti, clienti e dipendenti”. La decisione sul futuro del business dei computer verrà
Lo scorporo della divisione Personal Systems Group, e non la vendita di quest’ultima sul mercato al miglior offerente, è la strada preferita da Hewlett-Packard per dare seguito all’annunciata riorganizzazione del business dei computer.
Registrata nei giorni scorsi la smentita di Samsung, che rumors taiwanesi davano interessata ai pc di della società californiana con l’obiettivo di affidare la produzione dei notebook Hp a varie aziende taiwanesi, i portavoce del produttore californiano hanno fatto sapere ufficialmente – a darne notizia è stata l’agenzia Reuters - che lo spin off dei pc è oggi l’ipotesi che più interessa alla compagnia per tutelare al meglio gli interessi di azionisti, clienti e dipendenti.
Certo restano da sciogliere non pochi dubbi inerenti l’operazione annunciata il 18 agosto. Innanzitutto, e la decisione definitiva sul da farsi dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, se Hp deciderà di tenere fede agli ultimi propositi oppure se vaglierà la possibilità di cedere la divisione Psg.
In caso di spin off, e la società ha messo già le mani avanti affermando che il processo di riorganizzazione richiederebbe fra i 12 e i 18 mesi, non è ancora chiaro se si tratterà di una transizione in blocco oppure di una sorta di spezzatino che distribuirà a più soggetti le varie componenti del business dei computer (vedi per esempio i tablet e il sistema operativo WebOs).
La sensazione, oggi, è che l’azienda californiana non rinuncerà a un’attività che la vede al momento leader indiscussa di mercato ma interverrà in modo consistente sul modello di business della stessa, in cerca degli agognati maggiori margini di profitto. E un contratto di outsourcing su larga scala con alcuni dei principali Oem già suoi fornitori è per esempio un’ipotesi che ha fondamento.