13/03/2012 di Redazione

HP dichiara guerra alle complessità gestionali

La compagnia californiana ha annunciato una nuova piattaforma integrata di protezione risk-driven, Security Intelligence and Risk Management, applicabile a diverse tipologie di ambienti IT. In arrivo anche Service Integration and Management, soluzione che

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Sicurezza e semplicità, ecco il binomio su cui HP mette l’accento nelle sue ultime due soluzioni gestionali dedicate alle aziende e applicabili sia agli ambienti IT tradizionali, sia a quelli mobili e in cloud: Sirm e Siam, queste le sigle dei due prodotti, a significare rispettivamente Security Intelligence and Risk Management e Service Integration and Management.

Partiamo dalla prima delle due novità, una piattaforma integrata di soluzioni di sicurezza risk-driven, ovvero capace di offrire una visibilità degli ambienti IT chiara e contestualizzata rispetto ai rischi specifici dell’impresa. Lo scopo è quello di offrire il medesimo livello di protezione per i dati localizzati su server interni all’azienda e per quelli transitanti su reti mobili o posizionati nel cloud.


“Gli attacchi di oggi – ha affermato Tom Reilly, vice president e general manager, enterprise security products di Hewlett-Packard  – sono così sofisticati e difficili da intercettare che gli approcci alla sicurezza tradizionali non riescono a fornire alle aziende estese le capacità analitiche necessarie per monitorare e classificare i rischi in base alle priorità”.

A detta del manager HP, la nuova piattaforma “offre ai clienti visibilità su diversi ambienti di sicurezza e le capacità analitiche contestuali che permettono di gestire proattivamente i rischi non solo a livello di applicazioni, ma anche di rete e governance dell’IT”.

Fra le soluzioni integrate nella piattaforma, EnterpriseView, rivolta agli executive di livello C, offre un dashboard dinamico e una heat-map che rappresenta visivamente i rischi prioritari per l’ambiente enterprise.

Per dati e applicazioni mobili, particolarmente soggetti ad attacchi informatici, HP propone programmi di monitoraggio e protezione specifica, come l’Application Security Monitor (AppSM), tramite cui i responsabili IT possono tenere sotto controllo i livelli di sicurezza delle applicazioni Java/.Net in qualunque tipo di ambiente.

Il Mobile Application Security, invece, protegge l’intero ecosistema delle apps mobili per dispositivi Android o iOs, individuando potenziali vulnerabilità attraverso la “line-of-code precision”. Il TippingPoint Next Generation Intrusion Prevention System (Ngips), poi, agisce in combinazione con la piattaforma Sirm per proteggere le applicazioni dalle minacce più complesse, tramite funzioni di controllo e blocco.

Altre funzionalità sono riservate, oltre che alla infrastrutture tradizionali, anche a quelle in cloud, come il Cloud Connections Partner Program (che genera view e report negli ambienti SaaS) e il Compliance Stack, che verifica la conformità degli ambienti fisici, virtuali e localizzati nella nuvola in relazione a diversi aspetti, come i sistemi di pagamento sicuri.

La seconda novità di prodotto firmata Hewlett-Packard mira a risolvere il problema del proliferare dei fornitori di soluzioni cloud, solitamente gestite in outsourcing dalla maggior parte delle aziende. Complicazioni logistiche, costi di gestione e una visione troppo frammentaria dei livelli di sicurezza sono alcuni dei problemi che riguardano gli ambienti multivendor complessi.  

Un’indagine di Forrester Research (Ignoring Cloud Risks: A Growing Gap Between I&O and the Business, 2011) stima che “le funzioni di business delle aziende adottano il cloud computing con una rapidità che supera di due volte e mezza quella della funzione IT”. E il ricorso all’outsourcing sta generando un fenomeno di “proliferazione” dei vendor a cui le imprese si rivolgono.

Secondo altri osservatori, come Gartner, “disporre di una soluzione di gestione completa per governare gli ambienti multi-sourcing sarà  determinante per  raggiungere livelli di servizio  idonei e informazioni finanziarie che permettano di ottimizzare la supply chain IT ed evitare i costi della proliferazione dei fornitori”, come affermato da Will Cappelli, Research Vice President della società di ricerca, consulenza e analisi di mercato.

Il Service Integration and Management semplifica la questione offrendo una visione unificata dei servizi multi-sourcing. I vantaggi sottolineati da HP riguardano il fronte performance (migliore disponibilità e gestione dei servizi grazie a monitoraggio e visibilità in tempo reale), la diminuzione dei disservizi e dei rischi aziendali (tramite individuazione rapida dei vendor responsabili di interruzioni critiche), e inoltre minori costi di manutenzione IT grazie a una gestione centralizzata dei servizi assegnati ai diversi fornitori.

“La mancanza di visibilità sulle attività offerte  in outsourcing, comprese quelle erogate da provider di cloud computing, causa disomogeneità nei livelli di servizio all’interno dell’azienda e aumenta i rischi e i costi di gestione dell’IT – ha dichiarato Hans Peter-Klaey, senior vice president, software di HP –. La nostra nuova offerta fornisce alle aziende i processi e gli strumenti necessari per disporre di un quadro più completo e per migliorare la governance di tutti i fornitori, riducendo nel contempo costi e complessità”.



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