Come far fruttare un investimento da 1,2 miliardi di dollari dopo aver comunicato al mondo che la divisione in cui tale sforzo è di fatto confluito è destinata, se non al brusco ridimensionamento, almeno allo spin off? La domanda, probabilmente, se la stanno facendo con sempre più insistenza a Palo Alto, sede del quartier generale di Hewlett Packard, a proposito del destino di WebOs, la piattaforma operativa per smartphone e tablet ereditata da Palm.
Per avere un’idea del quadro confuso che ruota intorno alla piattaforma
basta riepilogare gli ultimissimi avvenimenti. In un’intervista
pubblicata dal sito statunitense PreCentral, Todd Bradley, presidente
della divisione Personal Systems Group, ha confermato convinto come
“l’azienda continua a perseguire le migliori strategie possibili per
WebOS e a far crescere il suo ecosistema di applicazioni”.
Il TouchPad di Hp rimarrà il primo e unico tablet basato su WebOs?
Per fare questo Hp ha messo al lavoro gli ingegneri acquisiti da Palm invitandoli a un rapporto più stretto con la comunità di sviluppatori ed esperti di marketing che sono sotto la direzione di Shane Robinson, Direttore dell’Ufficio della Strategia e della Tecnologia (Office of Strategy and Technology, OS&T), l’incubatore delle divisioni Cloud Services, Vertica e Business Solutions.
Il futuro di WebOs potrebbe essere quindi quello di un ramo d’azienda, che si occupi della distribuzione degli aggiornamenti di WebOS (ci sono però voci secondo cui lo sviluppo della piattaforma terminerà entro fine anno) e che abbia il compito di ampliare il numero delle applicazioni attualmente disponibili. Per farla breve,
gli smartphone Palm Pre e i tablet TouchPad non morirebbero e sarebbero assorbiti dalla divisione pc (la Personal Systems Group), mentre le attività software andrebbero per la loro strada. O dentro Hp o magari cedute al miglior offerente.
Il TouchPad di Hp rimarrà il primo e unico tablet basato su WebOs?
Sul mercato, però, non sembra vi siano particolari pretendenti smaniosi di mettere sul piatto svariati milioni di dollari per portarsi a casa WebOs. I nomi di Qualcomm o addirittura di Facebook rimangono al momento solo affascinanti ipotesi, mentre da Samsung, per bocca del Ceo Choi Gee Sung (intervenuto pubblicamente all’Ifa di Berlino), sono arrivati chiari messaggi ad
escludere qualsiasi tipo di interesse per WebOs, neppure a livello di accordo di licensing.
Se è vero che Hp ufficialmente non ha mai messo la piattaforma sul mercato è anche vero che di seri pretendenti in proposito non si sono al momento materializzati. Cancellato il nome di Samsung, oltre a quelli dei produttori di chip mobili, rimangono in linea teorica in lizza solo un paio di aziende di prima fascia, e cioè Htc e Lg, storicamente fautrici di una strategia multi-piattaforma. Il punto è che alle spalle di Android, Apple iOs e di Rim con i suoi BlackBerry
incombe la rincorsa di Microsoft e del suo Windows Phone. E questo significa che di spazio vitale per un altro sistema operativo praticamente non ce n’è. Anche se di buona fattura come WebOs.