L’Intelligent Edge traina i conti di Hpe. Il colosso californiano ha chiuso il terzo trimestre fiscale con un fatturato complessivo di 7,8 miliardi di dollari, in crescita del 3,5 per cento anno su anno. L’utile per azione (Eps) dopo la diluzione è stato di 29 centesimi, ben superiore a quanto atteso dall’azienda nella propria guidance fornita tre mesi fa (dai 19 ai 23 centesimi di dollari), per un utile complessivo in aumento del 58,6 per cento. Complessivamente, si è trattato di cifre più alte rispetto alle previsioni degli analisti. Come detto, la business unit che ha performato meglio è stata quella dell’Intelligent Edge, per cui il gruppo ha di recente annunciato investimenti importanti, cresciuta anno su anno del dieci per cento a 785 milioni di dollari. I prodotti targati Aruba sono anch’essi saliti di dieci punti, mentre i servizi Aruba di 14. La divisione più importante in casa Hpe, comunque, rimane quella dell’Hybrid It, che ha generato ricavi per 6,2 miliardi (più tre per cento) con un margine operativo del 10,6 per cento.

Il giro d’affari delle soluzioni di computing ha fatto un balzo in avanti del cinque per cento, mentre lo storage solo di un punto. In flessione invece i prodotti di networking (meno sei per cento) e l’offerta di servizi It Pointnext, scesa dell’un per cento. Il fatturato della divisione Financial Services, infine, è stato di 928 milioni di dollari, in aumento del tre per cento rispetto allo stesso periodo del 2017.

Per il trimestre in corso, Hpe si aspetta un utile per azione compreso fra i 39 e i 44 centesimi di dollaro, esclusi certi elementi. Sono numeri superiori alle previsioni degli analisti, secondo quanto riportato da Thomson Reuters: i mercati si attendevano infatti un Eps di 42 centesimi. Insieme alla pubblicazione dei conti, il gigante di Palo Alto ha fatto sapere che il nuovo diretto finanziario sarà Tarek Robbiati.

Robbiati, che negli ultimi due anni e mezzo è stato chief financial officer dell’operatore statunitense Sprint, da fine ottobre prenderà il posto di Tim Stonesifer. L’ormai dimissionario Cfo è stato il supervisore di alcune fra le operazioni più complesse della storia di Hpe, compreso ovviamente lo spin-off di quella che è poi diventata Hp Inc. Prima di lavorare in Sprint, Robbiati è stato anche il Ceo di Flexigroup e ha ricoperto diversi ruoli gestionali e di analista in Telstra, Csl, Lehman Brothers e Accenture.