Htc ha annunciato il licenziamento di circa 1.500 dipendenti, ovvero il 22 per cento dei 6.450 attualmente impiegati nell’unità produttiva di Taiwan. L’obiettivo dell’azienda asiatica è quello di riorganizzare la struttura interna, che non registra risultati positivi in bilancio dal 2014. La compagnia ha dichiarato che provvederà ad aiutare i suoi ex dipendenti a superare i licenziamenti, da completare entro la fine di settembre. Non è la prima volta che Htc adotta misure drastiche per tentare di ripartire. Nel 2013 l’azienda contava 19.000 lavoratori, ridotti a 14.000 nel 2016 e ulteriormente diminuiti nel corso del tempo a causa delle prestazioni per nulla esaltanti del proprio business. A inizio anno Htc ha venduto a Google una parte della divisione mobile, cedendo duemila ingegneri per 1,1 miliardi di dollari.

Sebbene nel 2011 il vendor si collocasse tra i primi produttori di smartphone nel mondo e detenesse il 10 per cento del mercato, secondo dati forniti da Gartner a Cnn Money adesso è stagnante allo 0,3 per cento. Il problema, è questa l’opinione della società di analisi, è da ricercare nella difficoltà di ottenere risultati positivi nell’ambito delle vendite, nel quale è superata anche da Nokia.

La compagnia taiwanese non è quindi riuscita a stare al passo con l’innovazione: nei primi quattro mesi del 2018, le entrate finanziarie sono state pari a 10,9 miliardi, in calo del 43,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Questo nonostante il lancio del nuovo modello Htc U12+, accolto senza troppo entusiasmo, e del visore Vive Pro, il cui prezzo è stato giudicato fin troppo elevato e ha finito per oscurarne le qualità.