Htc sforna un nuovo cryptophone, Exodus 1s, cioè uno smartphone che sa trattare con i Bitcoin e valute virtuali analoghe e che supporta la tecnologia blockchain. Un modello decisamente più economico rispetto all’originario Exodus 1, primo dispositivo di questo genere lanciato l’anno scorso al costo di 699 dollari. Per l’Exodus 1s, invece, in Europa si devono spendere solo 219 euro, però attenzione: l’acquisto è possibile solo pagando in criptovaluta.

 

Rispetto al primo modello, il “fratellino” più economico si accontenta di una Cpu meno potente, basata su processore Qualcomm Snapdragon 435, ma in compenso introduce un’innovazione importante relativa alla gestione delle criptovalute. L’Exodus 1s può eseguire un nodo completo Bitcoin (Bitcoin Full Node), cioè un programma che esegue tutte le operazioni di convalida delle transazioni in criptovaluta, salvando la cronologia blockchain in locale. Dunque non è necessario appoggiarsi a wallet di moneta virtuale esterni.

 

Per eseguire un nodo completo Bitcoin, considerato l’intenso lavoro di calcolo e di consumo di batteria, è consigliabile (come suggerisce Htc) essere connessi alla rete Wi-Fi e lasciare lo smartphone collegato all’alimentazione elettrica. Per poter conservare in memoria un intero registro Bitcoin, inoltre, è necessario accessoriare il telefono con una scheda SD da almeno 400 GB di capacità.

 

 

 

Come sul modello predecessore, anche sull’Exodus 1s la garanzia di privacy e sicurezza delle transazioni è data da Zion Vault, un componente che attiva un trusted execution environment (Tee), cioè una sorta di “area protetta” dai malware per l’esecuzione delle operazioni. Per il resto, il cryptophone di Htc è un modello da 5,7 pollici con schermo HD+, dotato di 4 GB di Ram, 64 GB di storage interno, modulo 4G Lte, sensore di impronte digitali, fotocamera anteriore e posteriore (entrambe da 13 megapixel) e batteria da 3.000 mAh.