Huawei ribadisce e rafforza il proprio impegno per l’innovazione tecnologica in campo mobile. David Soldani, membro del Centro di Ricerca Europeo della multinazionale, è entrato nel Consiglio di Amministrazione della 5G Infrastructure Association, gruppo che rappresenta le aziende private all’interno della 5G Public and Private Partnership, 5G-Ppp. Quest’ultima è una una partnership pubblico-privata che associa la Commissione Europea a soggetti del mondo universitario e della ricerca e ad aziende Ict operative nel Vecchio Continente, fra cui – oltre al nuovo ingresso di Huawei – anche Alcatel-Lucent, Ericsson, Nokia Solutions and Networks e Telecom Italia.

Con un impegno economico complessibo di di circa 1,4 miliardi di euro, la 5G-Ppp mira ad accelerare lo sviluppo della nuova generazione di reti 5G, a partire dalla definizione e dall’adozione di standard condivisi per poi arrivare alle concrete implementazioni.

Diversi i compiti di cui Huawei promette di farsi carico. La prima promessa è quella di contribuire nella realizzazione di test e sperimentazioni su larga scala, utili a valutare la fattibilità e la validità tecnica delle nuove tecnologie 5G. L’azienda, inoltre, insieme agli altri membri della 5G Infrastructure Association svilupperà un piano di comunicazione per diffondere i risultati di teste e progetti pilota.

Il terzo ruolo di Huawei sarà di tipo consulenziale, mirato a definire le priorità che l’Unione Europea dovrà porsi nel cammino verso il 5G e a coinvolgere un più ampio numero di supporter del progetto. Infine, la società collaborerà direttamente con la Commissione Europea e i partner di settore per garantire l’allineamento su obiettivi comuni della 5G Infrastructure Association, della 5G-PPP e di altri gruppi di lavoro e associazioni, inclusa la NetWorld2020 European Technology Platform creata lo scorso ottobre.

L’impegno di Huawei per il progresso delle reti mobili non è un caso isolato. In un recente appuntamento italiano, la Smart Week di Genova (16-20 luglio), è stato ribadito come la multinazionale investa attualmente il 12% del proprio fatturato in ricerca & sviluppo: nel 2013 vi ha dedicato 5 miliardi di dollari sui 39,5 miliardi guadagnati.

Alessandro Cozzi, direttore della divisione Enterprise di Huawei Italia, uno dei relatori dell’evento, ha ribadito come Huawei possa vantare “un portafoglio di prodotti end-to-end per tutti gli elementi che compongono una città intelligente: sensori, connettività, data center, soluzioni”. Tra le dimostrazioni pratiche di questa affermazione Huawei annovera una quarantina di città di 30 Paesi del mondo, che hanno adottato soluzioni di connettività e di sicurezza “smart” (per esempio, di videosorveglianza basata su rete Lte) attraverso tecnologie del vendor.
 

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