Lady Huawei è libera. Il direttore finanziario della società cinese, Meng Wanzhou, è stato rilasciato ieri dalle autorità canadesi dietro una cauzione di circa 7,5 milioni di dollari statunitensi. La figlia del fondatore del colosso del Paese del Dragone, arrestata la scorsa settimana con l’accusa di aver violato l’embargo degli Usa nei confronti dell’Iran, è al momento nella propria casa di Vancouver in attesa della decisione su una possibile estradizione negli Stati Uniti. Washington ha sessanta giorni di tempo per portare prove concrete sui presunti illeciti commessi da Meng. Il giudice William Ehrcke, che ha deciso per la scarcerazione della dirigente, ha imposto alla Cfo di consegnare il passaporto e di indossare un dispositivo Gps per controllare i suoi spostamenti. Tutte le spese per queste misure di sicurezza verranno coperte direttamente da Meng.

Non appena è stata rilasciata, la figlia del potentissimo Ren Zhengfei, fondatore nel 1987 del colosso di Shenzhen, ha pubblicato un messaggio su Wechat: “Sono a Vancouver, di nuovo con la mia famiglia (Meng ha quattro figli, ndr). Sono orgogliosa di Huawei e della mia nazione. Grazie per esservi interessati a me”. Le cose potrebbero ovviamente complicarsi se i giudici canadesi decidessero di concedere l’estradizione verso gli Usa: se condannata, la dirigente rischia diverse decine di anni di carcere.

L’arresto di Meng è infatti avvenuto proprio su richiesta di Washington: la manager si trovava a Vancouver perché stava per imbarcarsi su un volo per il Messico, quando è stata bloccata poco prima della partenza. Non serve quasi sottolineare come il fermo della Cfo abbia fatto schizzare nuovamente alle stelle la tensione fra Stati Uniti e Cina, già ai massimi per via della guerra commerciale intrapresa da Donald Trump e Xi Jinping.

Da molti osservatori il direttore finanziario di Huawei è visto come una pedina nelle mani della Casa Bianca per fare pressione su Pechino ed evitare l’applicazione di nuovi dazi. Lo stesso Trump ha dichiarato di essere pronto a intervenire personalmente, se questo potesse servire a chiudere un nuovo accordo commerciale favorevole con la Cina. Inoltre, diversi Paesi occidentali stanno estromettendo la società dalle gare per la fornitura di apparecchi per il 5G, complicando così ulteriormente la situazione.