Si chiama Balong 5000 il primo modem standalone di Huawei per le reti 5G. L’azienda lo ha svelato poche ore fa, affiancando la presentazione della soluzione a un annuncio che suona come una dichiarazione di guerra ai concorrenti: “Stiamo per portare sul mercato gli smartphone 5G”, ha spiegato il Ceo Richard Yu. Il colosso cinese svelerà infatti il suo primo cellulare in grado di supportare le reti di quinta generazione al Mobile World Congress di Barcellona, a fine febbraio, con un prezzo inferiore ai 1.000 euro. Non serve quasi sottolineare che il “cuore” del terminale sarà proprio il modem Balong 5000 a 7 nanometri, capace di funzionare perfettamente anche con i network attuali, vale a dire 2G, 3G e 4G. Va subito detto, però, che il componente andrebbe visto come una prima transizione verso il 5G perché, a differenza delle piattaforme precedenti, non sarà integrato direttamente nel system-on-chip (Soc) dei telefoni.

Il colosso di Shenzhen manterrà l’attuale Kirin 980, a cui verrà affiancato il nuovo modem. E la stessa configurazione dovrebbe ripetersi con l’avvento del Kirin 990, atteso nella seconda metà dell’anno. Altro dettaglio non di poco conto è la multimodalità di Balong 5000, che non richiede quindi la presenza di altri modem dedicati a 2G, 3G e 4G.

Qualcomm, per esempio, ha svelato mesi fa lo Snapdragon X50, che funziona però solamente con le reti mobili di quinta generazione. Inoltre, almeno secondo i dati forniti da Huawei, Balong 5000 offre prestazioni maggiori. Si parla infatti di velocità in download di 4,6 Gbps e in upload di 2,5 Gbps, rispetto ai 2,3 Gbps e 1,25 Gbps del chip i Qualcomm.

Ma l’obiettivo della multinazionale non è sicuramente quello di fermarsi al mercato degli smartphone, in quanto la nuova soluzione è pensata anche per l’automotive e, più in generale, per gli oggetti connessi del futuro. Una flessibilità garantita dal pieno supporto a tutto lo spettro “core” del 5G, vale a dire sia le frequenze sotto i 6 GHz sia le mmWave sopra i 26 GHz.

Il cellulare che verrà presentato a Barcellona sarà però compatibile soltanto con le frequenze sotto i 6 GHz, anche perché le onde millimetriche nel settore della telefonia mobile potrebbero avere un peso inferiore (almeno nella visione di Huawei, Qualcomm la pensa diversamente). Entusiasmo a parte, uno smartphone 5G ora come ora servirebbe a ben poco, almeno in Italia, perché non c’è copertura del segnale se non, forse, in alcune aree delle principali città.

All’evento di Pechino, la società ha annunciato anche una novità per il fixed wireless: un access point (5G Cpe Pro) contenente il Balong 5000 e compatibile con lo standard W-Fi 6. Le antenne interne sono più piccole del 20 per cento rispetto al modello presentato l’anno scorso al Mwc, ma garantiscono una copertura maggiore del 30 per cento. La velocità massima teorica in download è di 4,8 Gbps. Non si conoscono però dettagli su disponibilità e prezzi.